Uno ‘tsunamometro’ italiano per il rilevamento dei maremoti nel Mediterraneo

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italia_maremoto_d0I test del sistema di early warning contro i maremoti nel Mediterraneo ha dato risultati positivi. Il progetto, finanziato dalla Ue, si chiama Nearest, ed è stato realizzato dall’Istituto di Radioastronomia di Bologna. ”Abbiamo sviluppato un nuovo dispositivo, chiamato ‘tsunamometro’, che abbiamo posizionato il piu’ vicino possibile ai luoghi in cui sappiamo sia molto probabile si generi un maremoto” ha spiegato Francesco Chierici, fra gli autori della ricerca. Lo tsunametro puo’ essere posizionato vicino alle faglie geologiche responsabili di terremoti e, quindi, di tsunami. Il rilevamento di tsunami vicino alla sorgente è cruciale, sostengono i ricercatori, soprattutto in ambienti particolari come il Mediterraneo, in cui i maremoti si generano molto vicino alle coste. Ogni dispositivo è collegato con una boa di superficie e ospita una serie di strumenti che raccolgono diversi tipi di dati. maremoti_mediterraneo_d0Questi includono l’accelerazione locale, la pressione dell’acqua, le onde sismiche e , in particolare , le onde acustiche generate dallo tsunami. In questo modo, gli tsunami possono essere distinti dal rumore di fondo utilizzando uno specifico algoritmo matematico che si interpreta i dati. Nell’ambito del progetto, tsunamometro è stato già testato per un anno al largo del Golfo di Cadice, in Spagna, ad una profondità di 3.200 metri. Il progetto è stato completato nel marzo 2010, e gli i tsunamometri sono stati ora testati in un nuovo programma di ricerca denominato multidisciplinare di informazioni oceaniche di sistema (Umido), gestito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma.