In questi giorni il transito dei resti di una ex depressione tropicale, particolarmente attiva nella media troposfera, dal Vietnam alla Thailandia orientale, ha causato forti piogge e violenti rovesci di pioggia, anche a sfogo temporalesco, che hanno pesantemente colpito vaste aree del Vietnam e della Thailandia orientale. In appena 3 giorni questa vecchia depressione tropicale, mantenendo gran parte del proprio contenuto di umidità tropicale, è riuscita a far sviluppare temporali particolarmente intensi che hanno scaricato piogge di carattere torrenziale in varie località, al confine fra Vietnam e Thailandia. A Trat sono caduti ben oltre 440.8 mm di pioggia, in appena 4 giorni. Si tratta di un quantitativo d’acqua a dir poco notevole, anche se queste aree sono abituate a ricevere carichi precipitativi particolarmente eccezionali durante il periodo estivo. Non sono da meno i 266 mm caduti a Ubon Ratchathani, in 2 giorni di piogge battenti. Con questo mezzo metro d acqua Trat (Khlong Yai) diventa la località più piovosa dell’intera Thailandia, per il 2013, con un accumulo parziale che sale a ben 4368 mm.
Nettamente bruciato l’accumulo parziale annuo di Takua Pa, nel sud-ovest della Thailandia, ferma a 3892 mm, e Ranong (che lo scorso anno aveva battuto Trat per pochi decimi di millilitro) a 3506.2 mm. Eppure il 2013 era iniziato come un anno molto secco in gran parte del territorio thailandese, con molte stazioni ferme a soli 300-400 mm d’accumulo parziale annuo. Ora, proprio in queste ultime due settimane, il grave deficit idrico sta per essere colmato, dopo giorni di piogge battenti e forti temporali, legati al passaggio di ex depressioni tropicali, cariche di aria calda e molto umida aspirata dalle calde acque del mar Cinese Meridionale o dal golfo del Siam. Ma se vaste aree della Thailandia orientale si sono, per cosi dire, rifatte, sotto il profilo pluviometrico, altre rimangono a secco, con gravi deficit idrici. Questo è il caso di diverse località della Thailandia centrale, e non solo, che ancora non hanno sfondato neppure la soglia dei 500 mm. Ad esempio, Petchaburi rimane ancora ferma con 428 mm. Ma c’è chi è messo pure peggio. U Thong registra solo 442 mm. Va un po’ meglio nella capitale Bangkok, dove nei vari quartieri metropolitani gli apporti pluviometrici annui girano intorno ai 1000 mm, localmente anche qualcosa oltre i 1000 mm.
Spostandoci più ad est, sopra il caldissimo mare delle Filippine, l’attenzione ora è tutta catapultata sull’evoluzione del tifone “Usagi”, già in giornata catalogato come un super-tifone che ha da poche ore raggiunto la 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. La tempesta si è rapidamente rinforzata nella giornata di ieri, quando il nucleo centrale della potente tropical storm, spostandosi verso ovest, è transitato sopra un tratto di acque superficiali molto calde, ad est dell’isola filippina di Luzon, con valori prossimi ai +29,5°C +30°C. Tutto questo calore latente fornito dalla superficie marina alle masse d’aria sovrastanti tende ad innescare quel processo di “autoalimentazione” che facendo esplodere la convenzione è alla base della nascita dei potenti cicloni tropicali. Come capita sovente, la maggior parte delle perturbazioni tropicali nate e cresciute sopra le caldissime acque superficiali del mar delle Filippine (la più grande fabbrica che riesce a sfornare il maggior numero di cicloni tropicali al mondo), le cui temperature potenziali hanno superato la soglia dei +30°C +31°C, tendono a seguire delle traiettorie paraboliche, muovendosi lungo i margini meridionali e occidentali del vasto promontorio anticiclonico del Pacifico occidentale.
Alcune di queste, trasformandosi in pericolosi tifoni alimentati dal calore latente del mar delle Filippine, muovono verso le Filippine e l’isola di Luzon, per proseguire la loro strada o verso il mar Cinese Meridionale o il tratto di oceano ad est dell’isola-stato di Taiwan, virando in direzione dell’arcipelago nipponico delle Ryùkyù. In questo caso, il potente tifone “Usagi”, pur rinvigorendosi sensibilmente sopra il mar delle Filippine, rischiando addirittura di sforare per poche ore la 5^ categoria della Saffir-Simpson, divenendo il ciclone tropicale più potente del 2013, non dovrebbe impattare direttamente sulle coste di Luzon. Ma entro sabato il profondissimo vortice ciclonico, che presenterà un minimo barico al suolo da capogiro sotto i 950 hpa, entro la mattinata di sabato 21 Settembre, passerà molto vicino dalle coste nord-orientali di Luzon, per muoversi in direzione dello Stretto dell’omonima isola, più a nord della stessa, interessando da vicino diversi arcipelaghi, come le Babuyan, che rischiano di essere spazzate da venti molto violenti, possenti mareggiate e da piogge torrenziali. Attualmente il super-tifone si trova posizionato in mare aperto, 17° di latitudine nord e 128° di longitudine est, a debita distanza dalle coste est di Luzon che risentono già di una debole ventilazione da richiamo occidentale.
Osservando le moviole satellitari emerge come il sistema sia alimentato da enormi quantità di calore latente fornite dalla calda superficie marina del mar delle Filippine, il quale rinvigorisce l’attività convettiva, sfornando di continuo enormi bande nuvolose cumuliformi, specie nell’area centrale e meridionale, dove sono in atto temporali veramente forti che scaricano piogge di tipo torrenziale nel tratto di mare ad est di Luzon. La forte attività convettiva e l’ulteriore intensificazioni delle precipitazioni nell’area centrale di “Usagi” sta contribuendo a rinforzare la circolazione depressionaria nei medi e bassi strati, intensificando il deflusso alle quote superiori. Difatti i cicloni tropicali sono caratterizzati nei bassi strati da un furioso flusso convergente, mentre in quota prevale un deflusso che spinge l’aria calda e umida, che salendo verso gli strati superiori si è sensibilmente raffreddata liberando una gran quantità di calore latente, dal centro alla periferia della circolazione ciclonica, determinando attorno ad essa considerevoli “Subsidenze atmosferiche” (forti correnti discendenti).
Le violente precipitazioni attorno al nucleo depressionario, caratterizzate da forti indici di rain/rate, stanno agevolando l’approfondimento del minimo barico centrale che favorirà un progressivo incremento dell’attività convettiva, grazie al risucchio di masse d’aria molto calde e umide dalla superficie oceanica, pronte ad ascendere verso l’alto, raffreddandosi e condensandosi in nuovi ammassi nuvolosi torreggianti, carichi di piogge e rovesci. Nelle ultime ore anche le immagini dai satelliti hanno potuto acclarare l’ulteriore intensificazione del già esplosivo “gradiente barico orizzontale” che rende i venti ciclonici veramente violenti attorno il nucleo centrale della tempesta, con una intensità media sostenuta che raggiunge ormai i 210-220 km/h, ma con raffiche potenti di oltre i 240 km/h. L’intenso moto rotazionale raggiunto da “Usagi” sta anche favorendo la nascita di un occhio centrale ben definito, circondato dall’imponente ammasso di nubi torreggianti che sfondano fino ai confini della stratosfera. La formazione dell’occhio centrale indica che il super-tifone ha raggiunto la fase di maturità, il che evidenzia un ulteriore potenziamento, fino a sfiorare la fatidica 5^ categoria della Saffir-Simpson, per le prossime 12-24 ore (la tempesta rimarrà ancora in mare aperto, ad est di Luzon), con venti medi sostenuti che per alcune ore potranno sfiorare persino i 240 km/h.

Le fortissime tempeste di vento, pur non essendo particolarmente estese, già dalle prossime ore potranno sollevare ondate di “mare vivo” veramente gigantesche, alte anche più di 8-10 metri all’interno dell’area perturbata, nel mare di Luzon, molto pericolose per le navi di piccola e media stazza. Ma solo a partire da domani le imponenti onde alzate da “Usagi” potranno spingersi, sotto forma di onde lunghe, fin verso le coste nord-orientali di Luzon, determinando mareggiate e forti risacche che si protrarranno per l’intera giornata di sabato 21, allorquando il tifone passerà a nord dell’isola, virando sullo Stretto di Luzon, su acque un po’ meno calde che lo dovrebbero far declassare alla 3^ categoria Saffir-Simpson. “Usagi”, fra sabato e domenica, dopo aver sfiorato con il proprio bordo settentrionale le coste meridionali di Taiwan, apportando su queste forti rovesci, continuerà la propria corsa sul mar Cinese Meridionale, sopra acque superficiali ancora molto calde e un ambiente umido che lo spingeranno ad effettuare il “landfall” definitivo sulle coste della Cina meridionale, durante l’inizio della prossima settimana, allo status di tifone di 1^ o 2^ categoria.


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