Animali: ordinanza Lorenzin “rischia di rimanere lettera morta”, urge intervento più stabile sul tema “cani pericolosi”

CANI E PADRONI LORENZIN - CopiaCome sottolinea all’ANSA il vicepresidente dell’Associazione nazionale Medici Veterinari italiani (Anmvi) con delega alla medicina comportamentale Raimondo Colangeli, l’ordinanza Lorenzin, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 6 settembre, “rischia di rimanere lettera morta” in termini di incolumità pubblica dall’aggressione dei cani perchè “non dà obblighi per i cittadini e gli enti pubblici nè prevede sanzioni”. Tuttavia “soddisfazione a nome dell’Anmvi” viene espressa dal veterinario perché “essendo sovrapponibile all’ordinanza Martini del 2009, rimane assente la lista delle razze pericolose, che non avrebbe senso”. Le ordinanze, osserva l’esperto comportamentalista, è definita “strumento contingibile e urgente”. Eppure sul tema dei cani pericolosi “si adottano dal 2003, mentre – sottolinea Colangeli – andrebbero tradotte in un percorso legislativo più stabile. Sull’adozione responsabile ad esempio, l’ordinanza Lorenzin, fornisce indicazioni, ma non ci sono sanzioni. E ricalcando l’ordinanza del 2009 non fa chiarezza sull’aspetto preventivo. L’impegno a promuovere corsi per la cittadinanza viene lasciato ai Comuni che in questi ultimi quattro anni non hanno dato seguito a iniziative formative. Per questo permane il rischio che l’ordinanza sia lettera morta”.