C/2012 S1 ISON sempre più vicina a Marte: attesa per il passaggio lungo la “linea di gelo”

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13_CometISON_mapLa cometa C/2012 S1 (ISON) si trova a 375 milioni di chilometri di distanza dalla Terra, e sta viaggiando verso il Sistema Solare interno a 110.376 Km/h. Ha da tempo superato l’orbita di Giove e si avvicina sempre più a Marte, con il quale avrà un incontro molto ravvicinato il prossimo 1 Ottobre alle 19:24. Appena dopo questa tappa, l’astro chiomato continuerà ad “accelerare”, sino a raggiungere una velocità di 359.856 Km/h quando sarà al giro di boa con la nostra stella (28 Novembre, data del perielio). Uscita da qualche giorno dalla congiunzione con il Sole, ISON è tornata a rendersi visibile nei nostri cieli. Brilla attualmente di magnitudine di poco inferiore alla dodicesima, risultando visibile con medi telescopi commerciali. Stando alle elaborazioni del satellite Swift della NASA, che ha osservato la quantità di ghiaccio e la polvere emessa dalla sua superficie, ISON dovrebbe avere un nucleo di 4,82 chilometri. La sua evoluzione è ancora totalmente incerta. Se C/2012 S1 riuscisse a sopravvivere al passaggio ravvicinato con il Sole, potrebbe determinare uno spettacolo degno di nota nei nostri cieli. Diverrebbe così brillante da essere visibile in pieno giorno e brillerebbe nel nostro firmamento come la Luna piena.

ISON-30Apr-V_I-L-800Ci sono tre possibili scenari che potrebbero caratterizzare il futuro di ISON: il primo è un flop “clamoroso”. Dopo averle attribuito le potenzialità di cometa del secolo, ISON potrebbe deludere totalmente le aspettative andandosi a disgregare completamente sotto l’influenza delle intense forze mareali del Sole. E’ la possibilità che nessuno si augura, ma non sarebbe un evento eccezionale.  Il secondo scenario  è la sua frammentazione, che potrebbe accadere in qualsiasi momento. E’ il destino a cui devono far fronte tantissime comete di piccole dimensioni sotto l’influenza delle radiazioni solari. Anche in questo caso la sua luminosità sarebbe di tanto inferiore alle aspettative. Il terzo ed ultimo scenario è quello che si augurano tutti: ISON riuscirà a passare indenne dall’intensa radiazione del Sole e dalle altissime temperature a cui sarà sottoposta, generando una grande chioma a causa dei materiali volatili più esterni in evaporazione. In quel caso assisteremmo ad un evento unico e affascinante, con una distanza minima dalla Terra proprio nel periodo natalizio. In qualche modo sarebbe come tornare a 2000 anni fa, quando la tradizione cristiana narra di una cometa brillantissima presente alla nascita di Cristo (evento non condiviso dalla scienza).

Credit: Minor Planet Center
Credit: Minor Planet Center

Ma facciamo un passo indietro e torniamo ai prossimi giorni. Il suo passaggio nei pressi del pianeta rosso (Marte, dal quale transiterà a 0,07 Unità Astronomiche), non sarà soltanto un’occasione per riprendere la cometa dai rover presenti sulla superficie marziana, ma arriverà in un momento chiave per il lungo viaggio della cometa. Essa proprio in quel momento varcherà la cosiddetta “linea di gelo“, il luogo al di fuori dell’orbita di Marte, entro il quale il riscaldamento solare è sufficiente per iniziare a vaporizzare i materiali ghiacciati più esterni di cui è composta. “E’ in questo momento che la cometa potrebbe scoppiare in un enorme geyser di gas“, ha spiegato Carey Lisse della Johns Hopkins University. La quantità di materiale visibile permetterà ai ricercatori una stima precisa circa le dimensioni del nucleo, nascosto all’interno dell’atmosfera polverosa. Se il nucleo di ISON dovesse risultare molto più grande di 0.5 chilometri, è molto probabile che possa sopravvivere al perielio.

Credit: NASA
Credit: NASA

A prescindere dalla sua evoluzione, astronomi e astrofili di tutto il mondo stanno coordinando una massiccia campagna osservativa, senza precedenti nella storia dell’umanità. La tecnologia a nostra disposizione ormai consente anche agli appassionati di possedere telescopi di una certa potenza unita a dispositivi sensibili alla luce, capaci di immortalare dettagli un tempo impensabili a livello amatoriale. Telescopi, radiotelescopi, satelliti e palloni sonda, saranno invece a disposizione della comunità scientifica. ISON diverrà un flop come la cometa Kohutek del 1973 o fornirà uno spettacolo come la grande cometa del 1680? Non resta che pazientare ancora un pò. E nel frattempo cercare di scovarla nel cielo notturno…!

Credit: Solar System Scope
Credit: Solar System Scope