Costa Concordia: le operazioni non sono ancora iniziate, la situazione in diretta dall’isola del Giglio

ITALY-SHIPPING-TOURISM-DISASTER-SALVAGEA causa di un violento temporale che si e’ abbattuto la scorsa notte sull’Isola del Giglio, le operazioni di raddrizzamento della Costa Concordia hanno oltre due ore e mezzo di ritardo rispetto all’inizio che era previsto per le 6 di stamani.  Un Sms avvertira’ i giornalisti che sono iniziate le operazioni di rotazione della nave. Il sistema di allerta partira’ dalla sala stampa della Protezione civile allestita al Giglio. ”Questa notte – ha spiegato il capo della Protezione civile Franco Gabriellisi e’ abbattuto un violentissimo temporale che ha reso non possibili le operazioni previste nella notte a partire dal posizionamento della chiatta su cui si trova la controll room. Non c’e’ nessun problema tecnico, solo un ritardo dovuto a un evento oggettivo’‘. ”Il tempo – ha assicurato Sergio Girotto, responsabile del progetto per il consorzio Titan-Micoperi – non ci e’ stato molto di aiuto, ma tutto e’ assolutamente nella norma e regolare, non c’e’ nessun problema e non credo che ci sara’ nessun tipo di impatto nel corso dell’operazione”.

ITALY-SHIPPING-TOURISM-DISASTER-SALVAGEDall’avvio delle operazioni di parbuckling, ci vorranno sei o sette ore per mettere la Costa Concordia in posizione verticale. Il resto delle 10-12 ore previste serviranno a fare le verifiche. Lo ha precisato il responsabile del progetto per la rimozione della Costa Concordia della Micoperi Sergio Girotto.

Le operazioni sono condotte, per motivi di sicurezza, da remoto, con una sorta di ‘telecomando’, da una control room allestita su una barca posizionata davanti alla prua della nave, con a bordo 12 persone. I comandi vengono, da qui, trasmessi con un doppio sistema di cavi. Un’altra sala controllo (‘salvage room’) e’ a terra sulla spiaggia davanti alla nave. A guidare le operazioni dalla barca e’ Nick Sloane, Salvage master del consorzio Titan-Micoperi. ”Si’, stanotte e’ piovuto molto, ma ora e’ tutto a posto”, ha detto parlando con i giornalisti dopo la colazione. Il raddrizzamento (in gergo ”parbuckling”) della Concordia, e’ la piu’ grande opera di recupero navale della storia per le dimensioni del relitto (circa 300 metri di lunghezza e 114 mila tonnellate di stazza lorda) e per il contesto in cui e’ collocato. Il relitto, che oggi poggia su due speroni di roccia, per raggiungere la posizione verticale dovra’ ruotare di 65 gradi, operazione che richiedera’ circa 12 ore. Per la rotazione verranno utilizzati 36 martinetti idraulici (‘strand jack’) sul lato mare, collegati alle piattaforme subacquee, che esercitano sui cavi di acciaio una forza tale da far ruotare il relitto. Altri 22 martinetti sono posizionati sul lato terra per evitare lo scivolamento della nave in acque piu’ profonde. Sul lato mare della nave sono stati installati 11 cassoni che saranno progressivamente riempiti di acqua per facilitare, con il peso, la rotazione. Altri due cassoni particolari, detti ‘blister tanks’, sono installati sulla prua, per rinforzare l’area piu’ ‘fragile’ dello scafo. Mano a mano che la Concordia ruotera’, andra’ a poggiare su un falso fondale composto da sei piattaforme d’acciaio posizionate sulla roccia e da 1.180 sacchi di malta cementizia. La parte piu’ rischiosa sara’ quella iniziale, nelle prime due ore, quando la nave dovra’ essere disincagliata dalle rocce. Durante la rotazione, dallo scafo uscira’ acqua potenzialmente inquinata e per questo, tutto intorno alla zona delle operazioni, sono state stese panne assorbenti, saranno prelevati e analizzati campioni di acqua e sono pronti a intervenire mezzi anti-inquinamento. Per costruire le strutture utilizzate per il recupero, sono state impiegate 30 mila tonnellate di acciaio, equivalenti a quattro volte il peso della Torre Eiffel. Solo ognuna delle 56 catene installate pesa 26 tonnellate. L’operazione impegna oltre 500 persone di 26 nazionalita’ diverse, 22 mezzi navali e 8 chiatte. Il costo totale, attualmente, e’ di oltre 600 milioni di dollari. Una volta che la nave sara’ raddrizzata e messa in sicurezza, potranno essere anche effettuate le ricerche dei corpi dei due passeggeri ancora dispersi: Maria Grazia Tricarico e Russel Rebello, che potrebbero essere rimasti incastrati sotto lo scafo. In totale le vittime sono state 32. Sull’Isola del Giglio, per seguire le operazioni sono arrivati 400 giornalisti e operatori dei media da tutto il mondo.

Anche l’Arpat è in prima fila nella giornata decisiva della rotazione del relitto della Costa Concordia. I tecnici dell’agenzia regionale stanno predisponendo le attrezzature per effettuare da terra, sul molo del Faro rosso dell’Isola del Giglio (Grosseto), il monitoraggio delle acque del porto, con campionamento sulle 24 ore. Circa 4 ore dopo l’inizio del parbuckling, cominceranno le campionature in mare sotto corrente rispetto al relitto e a 100 metri di distanza, grazie ai natanti della capitaneria. Da Porto Santo Stefano partirà quindi il battello oceanografico di Arpat Poseidon che effettuerà le analisi marine fuori dall’area regolamentata. “Domani l’Arpat prevede di proseguire i monitoraggi in modo analogo, salvo eventuali adeguamenti del programma per novità intercorse”, dice il dirigente dell’agenzia ambientale regionale Marcello Mossaverre.