Giunti già a ridosso della seconda decade di Settembre possiamo iniziare a formulare un analisi completa sul comportamento dei ghiacci artici durante l’estate del 2013. Fortunatamente quest’anno, differentemente dalle annate precedenti, dal Polo Nord arrivano notizie decisamente più confortanti riguardo lo stato di salute dei ghiacci marini dell’Artico. Secondo le rilevazioni del satellite polare, che dal 1979 analizza tutti gli spostamenti dei ghiacci che compongono il mar Glaciale Artico, durante il mese di Agosto l’estensione dei ghiacci marini del Polo Nord è stata di circa 6,09 milioni chilometri quadrati (2.35 milioni di miglia quadrate ) . Questo è stato 1,03 milioni chilometri quadrati (398 mila miglia quadrate) al di sotto della media per il mese di Agosto, ma ben al di sopra dei valori riportati nelle ultime estati, a partire da quelle terribili del 2007 e del 2012. In realtà l’estensione del ghiaccio artico nell’Agosto del 2013 è stata molto simile a quella degli anni 2008 e 2010. Ciò mette in evidenza dei temporanei avanzamenti della banchisa, inframmezzati da drastiche riduzioni della stessa, in un periodo medio compreso fra i 2 e i 3 anni. In sostanza ogni 2-3 anni, dopo una serie di estati particolarmente calde e con prevalenza di robusti anticiclonici dinamici sopra la regione del mar Glaciale Artico, i ghiacci marini dell’Artico tendono ad arretrare molto più lentamente, seppur per periodi limitati. Ma i segnali positivi rimangono ancora molto modesti per poter parlare di una ottima salute dell’Artico. Difatti, durante tutto il mese di Agosto, l’estensione del ghiaccio marino ha subito un drastico ridimensionamento pure fra il mare di Beaufort e il mare di Ciukci, scendendo addirittura sotto le medie per il periodo, dopo che per vari mesi il ghiaccio marino era rimasto pressochè intatto su questi bacini, presentando tassi d’estensione persino sopra le medie.
L’unico bacino dove l’estensione del ghiaccio marino è rimasta attorno le medie per Agosto è il mare della Siberia Orientale, con ampi tratti ancora ricoperti da una spessa coltre di ghiaccio. In sostanza il tasso di fusione dei ghiacci marini artici durante il mese di Agosto è stato leggermente superiore alla media di 56,4 mila chilometri quadrati ( 21800 miglia quadrate ) al giorno , ma più di un terzo più lento del tasso record registrato nell’Agosto 2012, l’annata drammatica del famigerato minimo storico dello scorso anno. Quella del 2013 è stata la sesta misura più bassa registrata in Agosto. Possiamo parlare di una significativa tenuta rispetto il drastico arretramento osservato lo scorso anno, ma di certo, in chiave d’analisi a medio-lungo periodo, sarebbe inopportuno indicare questo dato come un sintomo di ripresa dell’Artico. Semmai è proprio l’esatto contrario, come dimostra il trend di osservazioni, nel periodo compreso fra il 1980 e il 2012.
Il tutto in realtà è riconducibile al più favorevole pattern atmosferico che si è instaurato sulla regione artica, durante i mesi estivi, con la persistenza di profonde circolazioni depressionarie, nella parte centrale del mar Glaciale Artico, che hanno ammassato masse d’aria piuttosto fredde, con temperature largamente inferiori ai +0°C a livello del mare, su ampi tratti dell’Artico canadese, mar di Beaufort e mare dei Ciukci. Inoltre la buona tenuta della banchisa, fra il mare dei Ciukci ed il mare di Beaufort, per merito della persistente ventilazione dai quadranti settentrionali che ha spinto il ghiaccio in direzione delle coste dell’Alaska e dell’Artico canadese, addossandolo a nord dello Stretto di Bering, in modo tale da garantire un buon effetto “Albedo”, ha giocato un ruolo fondamentale, contribuendo a mantenere in vita un vortice polare troposferico in ottima forma per il periodo estivo. Durante il mese di Agosto, per esempio, le temperature a 925 hpa e 850 hpa erano di circa -1°C -2°C inferiori rispetto alla media stagionale, con anomalie di oltre i -3°C nel tratto di mare appena a nord delle coste della Groenlandia. Solo fra mar di Barents e mare di Beaufort si sono concentrate anomalie termiche positive, di appena +2°C +3°C, per la persistenza di robusti promontori anticiclonici lungo la costa siberiana e l’arcipelago artico russo. Qui l’azione combinata dei venti meridionali e l’aumento delle temperature, anche significativo, ha contribuito ad accelerare ulteriormente il processo di fusione dei ghiacci, aprendo ampi tratti di acque libere e navigabili attorno le coste euroasiatiche. Ma nei prossimi giorni su quasi tutto l’Artico incomberà il primo vero freddo autunnale. La scomparsa degli ultimi raggi del sole sotto la linea dell’orizzonte favorirà un drastico raffreddamento delle masse d’aria sopra l’intera regione artica, mentre il temporaneo rinvigorimento della struttura vorticosa del vortice polare troposferico renderà il tempo particolarmente instabile, con frequenti annuvolamenti pronti a dare luogo a nevicate fino a livello del mare, fra le isole dell’Artico canadese e russo. Le temperature si stabilizzeranno al di sotto della soglia dello zero termico. Valori che oltre ad arrestare il processo di fusione del ghiaccio marino, tipico del periodo estivo, agevoleranno una sua rapida formazione nei tratti di mare appena liberati.



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