Esperto INGV: “il Mediterraneo è a rischio tsunami, possono fare danni enormi. Serve un piano di difesa per le coste”

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terremoto-e-tsunami-in-giappone-16Il Mediterraneo non è esente dal rischio tsunami. Nella storia del nostro Paese, come per gli altri Paesi del Mediterraneo, ci sono molte tracce di tsunami antichi e anche molto recenti”. Lo ha affermato Alessandro Amato, Dirigente di Ricerca INGV , intervenendo alla conferenza “La Geologia Marina per la societa’” tenutasi nell’ambito di Geoitalia 2013 . “Basta ricordare Messina e Reggio Calabria: nel 1908 ci fu un forte terremoto nello Stretto – ha proseguito Amatoe a seguire un grande tsunami che fece ulteriori danni e molte vittime. Abbiamo notizie di grandi maremoti avvenuti in passato, anche questi dovuti a grandi terremoti, nella regione delle isole greche, in particolare a Creta. Gli tsunami nel Mediterraneo sono eventi piuttosto rari, ma quando avvengono possono fare enormi danni. Oggi esiste una rete sismica mediterranea grazie ad accordi fatti dall’INGV con altri Paesi, che permette lo scambio dei dati in tempo reale. Oggi grazie a questa rete riusciamo a calcolare in pochi minuti dove è avvenuto un terremoto, che tipo di terremoto e’ stato, la sua magnitudo, e stabilire se può avere carattere di tsunamigenecità. Ancora però non esiste un sistema coordinato che trasformi questo tipo di allarme in un piano di difesa della popolazione sulle coste. Ci stiamo lavorando insieme al Dipartimento di Protezione Civile e collaborando con l’ISPRA e l’Aeronautica Militare”.

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