Alberi divelti dalla furia dei venti, intere aree inondate e il livello delle acque del mare innalzato di circa un metro. Usagi, uno dei tifoni piu’ forti degli ultimi 30 anni, e’ arrivato in Cina, con tutto il suo carico di venti di tempesta e pesanti piogge. In queste ore sta attraversando Hong Kong e la costa meridionale del Guangdong, con venti superiori ai 100 chilometri orari. Il Centro Nazionale Meteorologico cinese ha annunciato la massima allerta.
E l’Osservatorio di Hong Kong, che ha innalzato ad 8 il livello di allerta (uno dei piu’ alti per i tifoni tropicali) prevede che le piogge e i venti di bufera continueranno per tutta la notte, calmandosi solo nel corso della mattinata di domani. I trasporti pubblici sono stati interrotti, navi e imbarcazioni condotte ai ripari marittimi, e centinaia di voli da e per Hong Kong sono stati cancellati. Mentre nel Guangdong l’agenzia di stampa Nuova Cina ha confermato che quattro dei sei reattori della centrale nucleare della Baia di Daya stanno operando a carichi dimezzati, e che tutte le misure di sicurezza sono messe in atto. Il tifone Usagi, che ha portato violenti venti e piogge a Taiwan e nelle Filippine nei giorni scorsi (dove ha anche causato due vittime), e’ stato declassato questo pomeriggio, da Super tifone a tifone Severo, dopo che la velocita’ dei venti al suo interno si e’ ridotta di alcune decine di chilometri. Gia’ nei giorni scorsi il tifone si era avvicinato ad Hong Kong, consentendo all’ex-Colonia britannica di fare tutti i preparativi necessari. Tuttavia, l’Osservatorio di Hong Kong aveva avvertito che “appena Usagi si avvicinera’ alla costa si prevede che i venti cambieranno di direzione, passando da nord-ovest a sud-est, portando dunque le zone protette ad essere improvvisamente esposte alla forza del Ciclone Tropicale”. Se il livello di allerta T8 sara’ ancora in forza domani mattina le scuole e la Borsa resteranno chiuse almeno per parte della giornata. Usagi e’ il tifone piu’ forte che ha colpito Hong Kong dal 1979, da quando il tifone Hope fece 12 morti e 260 feriti nell’ex colonia britannica.






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