Varcato il confine tra il sistema solare e lo spazio interstellare, la sonda Voyager 1 della NASA prosegue il suo lungo viaggio cominciato nel lontano 1977. Nonostante la sua distanza di circa 19 miliardi di chilometri dal nostro pianeta, il veicolo continua a trasmettere segnali radio, dando la possibilità agli scienziati di studiare zone di spazio totalmente sconosciute. I dati della sonda dovrebbero far luce su come il plasma interstellare lambisce l’eliosfera, la grande bolla di particelle cariche nella quale la densità del vento solare è maggiore di quella della materia interstellare. Questa regione di spazio, naturalmente mai esplorata prima, non ha una forma perfetta, ma è caratterizzata da una superficie irregolare di dimensioni variabili a seconda del ciclo solare. Il lungo viaggio del veicolo continuerà per migliaia di anni, ma il calo dell’alimentazione costringerà gli scienziati a chiudere i primi strumenti nel 2020, spegnendo definitivamente il contatto nel 2025 dopo un funzionamento limitato. Gli scienziati, pertanto, avranno ancora una dozzina d’anni per studiare lo spazio interstellare da vicino, esaltando i ricercatori che attendono di osservare questo regno inesplorato sino ai 25 miliardi di chilometri di distanza.
Dopo il 2014 potrebbe analizzare l’ipotetico muro d’idrogeno, situato tra l’eliopausa e il bow shock, però sarà impossibile che la sonda sia ancora funzionante quando raggiungerà il bow shock situato a circa 230 UA dal Sole nel 2042. Se mantenesse l’attuale velocità costante, in realtà occorrerà più tempo a causa del progressivo leggero rallentamento della sonda. Tra circa 38.000 anni la Voyager 1 affronterà il suo prossimo obiettivo: la stella AC+793888, ad una distanza di 17,6 anni luce nella costellazione dell’Ofiuco. La sonda porta con sè un disco denominato ”Voyager Golden Record” che contiene immagini e suoni rappresentativi della storia del nostro mondo, un grafico che mostra la posizione della Terra nello spazio, una foto del feto umano, la struttura del Dna, versi di animali e una selezione musicale, oltre a una serie messaggi in 55 lingue diverse, tra cui un messaggio dell’allora presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter. Non mancano a corredo le istruzioni per ascoltare il disco.


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