Le 10 aree urbane più esposte a disastri naturali del mondo: ce n’è anche per l’Europa

nat-disaster-cities--L’agenzia di assicurazioni svizzera Swiss Re, ha redatto un rapporto nel quale è inclusa una sorta di classifica delle 10 città dove catastrofi naturali come terremoti ed inondazioni risultano più pericolose e dannose in termini di vite umane e di danni all’economia. Nella top ten delle città più a rischio, ben 3 si trovano in Giappone. La prima del resto è proprio l’area metropolitana della capitale Tokyo e di Yokohama, con ben 57 milioni di persone considerate a rischio terremoti. Al secondo posto c’è l’enorme metropoli Manila, nelle Filippine, con 34,6 milioni di persone a rischio sisma. Rientrano poi in questa lista Pearl River Delta, in Cina (qui il rischio deriva dalle tempeste di vento), Osaka e Jobe in Giappone, (con altri 32 milioni di abitanti a rischio sismico), Jakarta in Indonesia, Nagoya in Giappone, Kolkata in India, Shangai in Cina, Los Angeles negli USA e infine Tehran, in Iran (quasi 16 milioni di persone a rischio terremoto). Di queste dieci metropoli ad alto rischio di catastrofe naturale, quasi tutte sono minacciate da terremoti (si trovano infatti in aree altamente sismiche), mentre alcune come Kolkata e Shangai, da inondazioni di fiumi.

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Oltre alla vulnerabilità in termini di vite umane esposte, lo studio della Swiss Re ha preso in considerazione anche i danni economici, stilando un’altra classifica. Questa viene “vinta” da Manila, ma al secondo posto si trova l’unica area europea della top10: l’area di Amsterdam e Rotterdam, in Olanda, dove le onde di tempesta nell’eventualità di un evento catastrofico causerebbero danni inestimabili all’economia locale.

In queste classifiche non rientra nessuna città italiana, ma ciò è dovuto unicamente al numero di abitanti dei nostri centri, che non supera mai i 10 milioni (mentre queste aree metropolitane sono caratterizzate da una popolazione di decine di milioni di persone).

nat-disaster-citiesIl lavoro della compagnia assicurativa è stato effettuato su oltre 600 aree metropolitane del mondo, ed ha preso spunto da un dato di fatto: le aree urbane sono sempre più diffuse e nei prossimi decenni la maggior parte ella popolazione umana vivrà in aree metropolitane. Questo però, specie laddove le aree metropolitane ricadono in zone sismicamente attive, aumenta i rischi, rendendo vulnerabili sempre più persone. Allo stesso tempo i cambiamenti climatici in atto hanno aumentato il verificarsi di eventi meteorologici estremi, e i danni (soprattutto nelle aree urbane) costano. Si tratta di un problema non solo per i cittadini, ma anche per le compagnie assicurative, che perciò effettuano sempre più studi per individuare le aree più a rischio, e ridefinire le polizze (ovviamente aumentandole nelle aree più a rischio). Se aumentano infatti gli eventi catastrofici e aumentano le richieste di risarcimenti, iniziano tempi duri anche per le compagnie assicurative, che però non restano certo in attesa. Uno studio come quello della Swiss Re dimostra che anche nel mondo dell’economia ci si sta muovendo per prepararsi a situazioni catastrofiche, in parte causate anche da cambiamenti climatici.