A prima vista potrebbero sembrare delle mucche palestrate, ma in realtà, sono dei poveri esemplari modificati geneticamente per mano dell’uomo al fine di produrre carne di migliore qualità (con minor contenuto di grassi). Chiamate super-mucche o Belgian Blue, in virtù della loro nazione di provenienza, questi bovini trascinano una condizione ereditaria che provoca l’aumento del numero di fibre muscolari (iperplasia) piuttosto che il normale ingrandimento di singole fibre muscolari (ipertrofia). Questa particolare caratteristica è condivisa con un’altra razza bovina nota come piemontese. Questa condizione fu osservata per la prima volta nel 1807, quando scienziati e agricoltori del Belgio centro-settentrionale decisero di ridurre la miostatina, la proteina che inibisce la crescita muscolare. Questa mutazione interferisce anche con la deposizione di grasso, con conseguente carne molto magra. Per creare le Belgian Blue, per oltre 100 anni gli agricoltori hanno consentito solo a mucche e tori con maggiore massa muscolare di accoppiarsi, generando un toro del peso di una tonnellata. Dopo la seconda guerra mondiale, l’economia europea liberata rapidamente richiedeva una maggiore qualità e quantità di carne, in particolare quei tagli di alto valore al dettaglio. Questa domanda economica ha accelerato lo sviluppo del bestiame nella direzione dell’esemplare più muscoloso. Oggi, i metodi sono divenuti più selettivi e l’accoppiamento è stato sostituito dall’inseminazione artificiale.
Le super-mucche modificate geneticamente dall’uomo: producono carne di migliore qualità


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