L’equinozio dà il benvenuto all’autunno: scienza, miti e leggende

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L'equinozio
L’equinozio

Succede solo due volte l’anno e solo per pochi istanti. Pochi attimi in cui il sole si presenta all’intersezione tra eclittica ed equatore terreste. Si tratta dei cosiddetti equinozi, dal latino aequi-nox (notte uguale, sottinteso al di’) che si verificano a marzo e settembre, nei giorni che astronomicamente segnano l’inizio, rispettivamente, della primavera e dell’autunno. Giorni particolari, che come spesso accade, hanno dato origine ad innumerevoli credenze e miti. Il prossimo equinozio d’autunno avverrà proprio questa sera, 22 settembre, alle ore 22.44. ”Astronomicamente parlando ci sono certamente avvenimenti più interessanti – argomenta il vice presidente della società astronomica italiana, Fabrizio BonoliScientificamente l’equinozio non è altro che una conseguenza del moto di rotazione terrestre rispetto al sole. Si tratta di due istanti precisi durante i quali i raggi del sole risultano perpendicolari sia all’asse di rotazione che all’equatore terrestre, il che permette di illuminare tutta la parte del globo esposta al sole allo stesso modo”. Durante questi due giorni il sole sorge esattamente ad est e tramonta esattamente ad ovest.  “Cosa che non accade durante il resto dell’anno – prosegue Bonoli – quando sarebbe più corretto dire, nonostante quanto siamo abituati a sentire, che il sole sorge ad oriente e tramonta ad occidente. Durante gli equinozi, inoltre, se non si tiene conto della rifrazione, la durata del giorno è la medesima della notte”. EquinozioTutto ciò avviene per un motivo molto semplice: come noto la terra gira su se stessa ed intorno al sole, seguendo un’orbita particolare che si sviluppa sul cosiddetto piano dell’eclittica. Se l’asse di rotazione fosse perpendicolare al piano dell’eclittica, il giorno e la notte durerebbero sempre lo stesso intervallo di tempo in ogni zona del pianeta, (salvo ai poli in cui ci sarebbe sempre luce). L’asse di rotazione della terra, però, è inclinato rispetto all’orbita di circa 67° e questo provoca tutta una serie di conseguenze tra cui la diversa durata del giorno e della notte. Un giorno particolare, dunque, quello dell’equinozio d’autunno, che segna uno dei punti fermi del moto di rivoluzione che per secoli hanno accompagnato la vita degli uomini. ”In realtà avviene anche oggi – ribatte Bonoli -. Ancor oggi la misurazione del tempo passa per gli astri, dipende dal cielo e da diversi aspetti astronomici. Semplicemente non ce ne accorgiamo. Eppure basterebbe pensare che il funzionamento degli orologi atomici che segnano la cosiddetta ora esatta sono legati proprio alla rotazione. La tecnologia ha facilitato la nostra vita, ovviamente, ma le regole che ne sono alla base sono rimaste le stesse”. I ritmi della vita dell’uomo, quindi, continuano, seppur indirettamente, ad essere fondati sui principali movimenti astronomici, alcuni dei quali da sempre solleticano la curiosità dell’essere umano oltrechè rappresentare uno dei punti fermi della vita degli agricoltori e costituire fonte di ricorrenze di carattere mistico e religioso. Sono tante anche oggi, in effetti, le celebrazioni legate all’equinozio d’autunno. Ad esempio questo segna il primo giorno del Mehr nel calendario iraniano, una delle festività chiamate Jashne Mihragan ossia della ”condivisione dell’amore”. EquinozioL’equinozio di settembre, anche se per una casualità, rappresentava però anche il primo giorno dell’anno nel calendario repubblicano francese, che venne usato dal 1793 al 1805. La prima repubblica francese venne proclamata infatti il 21 settembre 1972 trasformando il giorno successivo (giorno dell’equinozio) nella data di nascita dell’era repubblicana francese. Nel Regno Unito il giorno dell’equinozio viene utilizzato per calcolare la ricorrenza di un particolare festival, quello del raccolto, che viene celebrato la domenica della luna piena più vicina all’equinozio di settembre. Ma è il mondo del paganesimo e dell’esoterico a trovare, ancor oggi, nel giorno dell’equinozio un punto di riferimento. Dal punto di vista astrologico, poi, l’entrata del sole in bilancia, segno dell’equilibrio, riporta al significato latino del nome equinozio, che ricorda come questi siano gli ultimi giorni in cui le forze si bilanciano, mentre a seguire l’oscurità vincerà per i successivi sei mesi sulla luce. equinozioNella tradizione iniziatica, ad esempio, questo momento rappresenta un passaggio, un tempo per la meditazione, per rivolgersi all’interno, durante il quale la separazione tra ciò che è visibile e ciò che invisibile si assottiglia sin quasi a scomparire. Diversi anche i miti, soprattutto celtici, che si legano a questa giornata. Nella memoria di queste antiche popolazioni, infatti, l’equinozio autunnale veniva festeggiato con il nome di Mabon, il giovane dio della vegetazione e dei raccolti. Indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è figlio di Modron lsa, dea madre. Rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato da Culhwch, cugino di Re Artù. A causa del soggiorno ad Annwn, Mabon rimase giovane per sempre. Il suo rapimento è poi l’equivalente celtico del rapimento greco di Persefone. Nell’antica Grecia si celebravano i grandi misteri elusini, riti misterici che rievocavano appunto il rapimento di Persefone, figlia della dea Demetra, che regolava i cicli vitali della terra, condotta agli inferi dal dio Ade che ne fece la sua sposa. La leggenda racconta che Demetra, come segno di lutto e fin quando non riebbe sua figlia, rese impossibile il germogliare delle sementi e delle pianti e rese sterile la terra. In sostanza in entrambe i miti quello che viene ciclicamente rivissuto ogni autunno è il sacrificio del dio/dea che, dopo le gioie e glorie amorose della primavera e dell’estate, dopo aver dato con la massima potenza fecondante i frutti a tutti gli esseri viventi, è costretto/a a morire a sè stesso, a declinare nel buio della terra, intesa come ventre, utero, tomba, inferno. Il mito si interseca quindi con la realtà e con i ritmi vitali dell’uomo, che nonostante la tecnologia, continuano ad essere intimamente legati con l’ancora, per certi versi, misterioso movimento degli astri.

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