E’ di 75 dispersi il bilancio provvisorio delle vittime di diversi naufragi Cina, dove a causa di un tifone sono affondate tre imbarcazioni nel Mare del sud. Le tre imbarcazioni hanno incontrato un forte vento mentre navigavano vicino alle isole Paracel, a 330 chilometri dalla costa meridionale cinese: due sono affondate domenica, e con la terza si sono recentemente persi i contatti. I pescatori a bordo sarebbero in tutto 88, ma per ora sono stati confermati 75 dispersi. Altre cinque imbarcazioni, con a bordo un totale di 171 persone, stanno lottando contro la tempesta. Le squadre di salvataggio, che finora hanno recuperato 14 naufraghi, hanno a disposizione dieci imbarcazioni, tra cui tre navi da guerra della marina e sei portaerei. Il presidente cinese Xi Jinping ha richiesto alle autorita’ locali di “fare tutto il possibile per trovare i dispersi e minimizzare il numero di vittime”. Il tifone Wutip colpira’ entro oggi la costa centrale del Vietnam, con venti fino a 150 chilometri orari, e sono attese forti piogge. L’autorita’ marittima cinese ha innalzato al secondo livello di rischio l’allerta per il tifone, su una scala che arriva a quattro punti. Il Vietnam ha gia’ evacuato 70.000 persone dalle aree ad alto rischio.
140.000 EVACUATI – Il Vietnam e la Thailandia sono in allerta per le piogge torrenziali attese tra oggi e domani, parte delle perturbazioni monsoniche portate dal tifone Wutip nel Mar cinese meridionale, e che arrivano dopo decine di altre vittime a causa del maltempo nelle ultime settimane. Oltre 140.000 persone sono state evacuate. In Vietnam l’impatto di Wutip in arrivo da est e’ atteso nella serata di oggi, sono le province centrali quelle piu’ a rischio, mentre i meteorologi prevedono onde alte fino a 10 metri nel Mar cinese meridionale. Il piano di evacuazione prevede il coinvolgimento di 140 mila abitanti, e per precauzione sono gia’ state chiuse le scuole di cinque province. In Thailandia, dove quest’anno le piene dei fiumi hanno causato almeno 22 morti, i militari hanno gia’ dato il via a un piano di evacuazione per i residenti delle aree piu’ a rischio nel popoloso nord-est rurale del Paese e nelle pianure centrali, ed e’ gia’ in corso un’operazione di rinforzamento degli argini con sacche di sabbia.


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