Messico in allarme: l’uragano “Ingrid” e la tempesta tropicale “Manuel” rischiano di interagire sull’entroterra montuoso, si temono grosse inondazioni ad inizio settimana

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In questa immagine satellitare si nota benissimo come l'uragano "Ingrid", sul golfo del Messico, cominci ad interagire con la circolazione umida della tempesta tropicale "Manuel", che borda le coste pacifiche messicane.
In questa immagine satellitare si nota benissimo come l’uragano “Ingrid”, sul golfo del Messico, cominci ad interagire con la circolazione umida della tempesta tropicale “Manuel”, che borda le coste pacifiche messicane. Piogge molto forti potrebbero spingersi fino alle aree centrali del Messico

Scatta l’allarme rosso in Messico per l’arrivo di una tempesta tropicale e un uragano sulle rispettive coste pacifiche e atlantiche, proprio a pochi giorni della festa dell’indipendenza, molto sentito dalla popolazione messicana. Il Messico nelle prossime ore si troverà ad affrontare una situazione abbastanza delicata sul fronte del meteo tropicale. Queste due tempeste, “Manuel” ed “Ingrid”, rischiano di apportare piogge di tipo torrenziale su ampi tratti costieri. Fra le due “Ingrid” è quella più pericolosa, non solo perché da poco ha raggiunto lo status di uragano di 1^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che superano ormai la soglia dei 130-140 km/h attorno al profondo minimo barico al suolo sceso sui 986 hpa, ma perché nelle prossime ore si muoverà a nord della baia di Campeche, sopra acque superficiali molto calde e in un ambiente molto umido che rischia di imprimere ulteriore energia alla profonda circolazione ciclonica. In genere i giovani uragani, di 1^ categoria, che si spingono sopra acque superficiali molto calde e su un’area molto umida, possono subire rapidi approfondimenti in poche ore, divenendo cicloni tropicali di grande potenziale, in grado di scaricare ingenti carichi precipitativi sulle zone costiere prossime al “landfall”. Questo è proprio il caso del neo uragano “Ingrid” che attualmente si trova posizionato con il proprio nucleo centrale nel tratto di mare a nord della baia di Campeche, proprio davanti alla costa di Tampico, che già dalla prima mattinata di oggi è stata sfiorata dalle prime isolate bande di pioggia insistenti sul bordo occidentale dell’uragano. Quello che impressiona di “Ingrid” è la profonda attività convettiva localizzata proprio dentro il nucleo centrale della tempesta, dove sono attivi dei moti ascensionali talmente violenti che stanno formando enormi nubi torreggianti che raggiungono i 15-16 km di altezza e che continuano a scaricare piogge torrenziali nel tratto di mare a nord della baia di Campeche, davanti la costa orientale messicana.

imagLungo le sommità ghiacciate di queste imponenti nubi cumuliformi si registrano temperature prossime ai -80°C, un valore davvero considerevole che indica la violenza dei moti convettivi all’interno del sistema che arrivano ai limiti con la stratosfera. Anche lo stesso radar del servizio meteorologico messicano mette in evidenza la presenza di bande di pioggia davvero violente, con elevatissimi indici di rain/rate, tuttora in azione a largo della città di Tampico, sul settore occidentale del golfo del Messico. Fortunatamente questi fortissimi rovesci di pioggia rimarranno relegati in mare, a largo della costa orientale messicana, almeno fino alla prossima nottata. A breve l’uragano, le cui tempeste di vento più violente rimangono ancora piuttosto ristrette nel tratto a nord della baia di Campeche, si sposterà lentamente verso ovest, su acque molto calde, con valori prossimi ai +29°C +29,5°C. Tutto questo calore latente rischia di dare ulteriore enfasi alla già forte attività convettiva attiva sulla parte centrale della tempesta. Anche se non tutti i modelli sono perfettamente concordi non è escluso che entro le prossime 12 ore “Ingrid” possa ancora rafforzarsi, venendo promossa temporaneamente ad uragano di 2^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti capaci di superare i 150 km/h, ma con raffiche fino a 160-170 km/h che solleveranno un moto ondoso davvero imponente, con onde di “mare vivo”, da più direzioni (caratteristica dei ciclonici tropicali), alte anche più di 5-6 metri dentro l’area perturbata.

Preoccupanti le proiezioni di alcuni modelli che indicherebbero l'arrivo di una estesa banda di piogge molto forti su una larga parte del Messico meridionale
Preoccupanti le proiezioni di alcuni modelli che indicherebbero l’arrivo di una estesa banda di piogge molto forti su una larga parte del Messico meridionale

Entro il pomeriggio di domani “Ingrid” si avvicinerà alla costa dello stato messicano di Veracruz, apportando già dalla mattinata le prime piogge e i primi rovesci attivi sul bordo occidentale dell’uragano, accompagnati da un progressivo rinforzo dei venti da N-NE e NE, in successiva rotazione più da E-NE e Est, che raggiungeranno l’intensità di tropical storm nel tratto di costa attorno la città di Tampico, con picchi di oltre i 90-100 km/h nell’area a nord di quest’ultima. Intensi venti occidentali, da NO in rotazione a Ovest e SO, si attiveranno nelle aree costiere da Tampico alla città di Veracruz, sferzando con maggiore intensità il settore nord della baia di Campeche. Man mano che si avvicinerà alla costa a nord di Tampico “Ingrid” comincerà rapidamente ad indebolirsi non appena il margine occidentale interagirà con le prime catene montuose dell’immediato retroterra, venendo declassata a tempesta tropicale, con una sensibile riduzione dei forti venti ciclonici. Ma nonostante la perdita d’intensità “Ingrid” , nella fase del “landfall”, piloterà verso l’area a nord di Tampico imponenti bande nuvolose spiraliformi, sfornate dalle caldissime acque del golfo del Messico, che scaricheranno forti piogge e rovesci particolarmente severe sulla fascia costiera dello stato di Veracruz. Purtroppo queste aree sono state già duramente colpite, le scorse settimane, da piogge abbondanti che hanno provocato frane e allagamenti. I terreni sono già saturi d’acqua e le forti precipitazioni portate dalle bande nuvolose di “Ingrid” rischiano di vulnerare ulteriormente questi territori, determinando dei “flash floods” e grossi smottamenti sulle aree montuose più interne. Le precipitazioni più forti, con possibili accumuli oltre i 200-250 mm in poche ore, colpiranno le zone a nord di Tampico, fra Ciudad Victoria, Mante e Aldama, dove sarà alto il rischio di eventuali inondazioni. Martedì i resti di “Ingrid” si dissiperanno sull’entroterra montuoso, con forti temporali pronti ad abbattersi sulle aree montuose, nella parte meridionale della Sierra Madre Orientale.

ep201313_satSul Pacifico orientale la tropical storm “Manuel” è prossima alla costa

Dall’altra parte del Messico, sulla costa pacifica, troviamo la tempesta tropicale “Manuel” che già in queste ore sta bordando le coste dello stato di Oaxaca, dispensando piogge e forti rovesci, particolarmente abbondanti sulle aree sopravento del vicino retroterra. “Manuel” nelle prossime ore, spingendosi verso nord-ovest, convoglierà masse d’aria molto umide, da S-SO e da Sud, che impatteranno direttamente sulle zone montuose interne, ammassando nubi e precipitazioni davvero abbondanti lungo lo stato di Oaxaca. L’area attorno la città di Manzanillo risulterà quella maggiormente colpita dalle precipitazioni, anche se in quest’occasione la vicinanza, sulla costa orientale messicana, di “Ingrid”, potrebbe far sforare un flusso d’aria molta umida anche sulle aree montuose più interne, generando imponenti annuvolamenti cumuliformi capaci di apportare forti temporali e rovesci anche sulle zone interne, non abituate a ricevere precipitazioni di questa portata. Il che accrescerebbe il rischio di produrre eventi precipitativi molto più estesi e violenti del previsto, in grado di cagionare delle inondazioni e “flash floods” anche nei settori più interni del Messico centro-meridionale, fra gli imponenti rilievi della Sierra Madre Orientale e quella Occidentale.Sono molto preoccupanti le proiezioni di alcuni modelli matematici che indicherebbero, entro le prossime 24-36 ore, l’arrivo di una estesa banda di piogge molto forti su una larga parte del Messico meridionale, estesa dal golfo del Messico fino al Pacifico orientale. Piogge che potrebbero causare una delle inondazioni più disastrose della recente storia del Messico.

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