Farà discutere l’articolo pubblicato sulla rivista Nature dal biologo Michael Thomas dove si afferma che solo la modificazione genetica potrà evitare la scomparsa di alcune specie animali più minacciate da estinzione a causa dei cambiamenti climatici. Secondo lo scienziato, e gli altri biologi dell’Universita’ Statale dell’Idaho che hanno collaborato allo studio, entro il 2050 si estinguera’ il 15-40% delle specie viventi se non si interverra’ con varianti genetiche che consentano un ‘adattamento facilitato’ alle diverse condizioni climatiche. Secondo gli scienziati le modifiche genetiche potrebbero essere introdotte con l’ibridazione di specie diverse oppure, identificando il gene che rende alcune specie piu’ resistenti di altre a fronte di determinate realta’ climatiche, si dovrebbe intervenire direttamente scon un intervento genetico sulla specie minacciata. Una teoria estrema che Thomas supporta portando ad esempio gli organismi transgenici gia’ presenti nelle piante, come ad esempio alcune specie di pomodoro che, per resistere a temperature piu’ basse, sono state ‘contaminate’ con i geni dell’Arabidopsis una pianta che tollera meglio i climi piu’ rigidi. Thomas conclude l’articolo riconoscendo tuttavia che l’intervento genetico potrebbe presentare evoluzioni impreviste e ”ingestibili” e per questo sollecita la collaborazione di ecologisti, scienziati del clima e biologi molecolari per iniziare la mappatura delle possibilita’.


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