Palla di fuoco con boom sonico solca i cieli del trevigiano: l’analisi dell’evento

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BolideLa palla di fuoco nei cieli del trevigiano della scorsa notte è stata causata con tutta probabilità da un meteoroide, un corpo spaziale roccioso, probabilmente di tipo sporadico (non associato a nessuno sciame organizzato), attratto dalla gravità terrestre. Nonostante il fenomeno affascini puntualmente migliaia di persone, si tratta in realtà di un evento molto comune sul nostro pianeta, che nella stragrande maggioranza dei casi passa inosservato. Ciò accade in quanto esso si verifica periodicamente in aree desolate come oceani, deserti o foreste. Questi oggetti possono cadere alla notevole velocità di 260.000 Km/h, generando una scia di luce ben visibile e in talune circostanze esplodere, cambiare colorazione e avere traiettorie non rettilinee. Ciò accade se la roccia spaziale presenta notevoli quantità di ghiaccio e/o biossido di carbonio congelato, che può surriscaldarsi per attrito sino all’ebollizione, costruendo una pressione sufficiente sino al punto di eplodere. La colorazione e la sua luminosità possono variare a seconda della composizione, dal bianco al rosso, dal verde all’arancione.

Raffigurazione di una palla di fuoco nel cielo
Raffigurazione di una palla di fuoco nel cielo

La scorsa notte una serie di chiamate agli enti competenti, hanno segnalato un vero e proprio boato che ha reso l’evento ancor più suggestivo, o se vogliamo più inquietante. E’ il cosiddetto boom sonico, ossia il suono prodotto dall’onda d’urto generata da un oggetto quando questo si muove, in un fluido, con velocità superiore alla velocità del suono. Ciò determina un forte boato e un tremore capace di scuotere i vetri delle abitazioni e delle auto, sino ad essere rilevato dai sismografi locali. In genere, questi suoni sono percepiti da 1 a 3 min dopo l’apparizione del bolide visivo, in quanto, essendo dei suoni (velocità 0,3 km/s circa), necessitano di un certo tempo per raggiungere i testimoni. Inoltre, i suoni sono percepibili solo quando sono generati a una altezza non superiore a 50 km, perché ad altezze maggiori sono riflessi verso l’alto andando a svanire nell’alta atmosfera: sono dovuti alla disgregazione, spesso esplosiva, del meteoroide. Esistono casi, a dire la verità molto rari, dove l’oggetto è anche in grado di generare suoni elettrofonici, udibili contemporamentamente alla frammentazione.

Raffigurazione di una roccia spaziale
Raffigurazione di una roccia spaziale

Ogni giorno l’atmosfera della Terra riceve migliaia di corpi rocciosi, delle dimensioni di granelli di sabbia e rocce un pò più grandi, che vengono attratte dalle forze mareali del nostro pianeta. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di granelli di polvere casuale che orbitano nel sistema solare intorno al Sole, e che in modo imprevedibile possono finire sul cammino del nostro pianeta. Si tratta di eventi assolutamente imprevedibili che, in quanto tali, affascinano sempre più spesso gli osservatori occasionali della volta celeste. Il fenomeno viene comunemente definito dagli astrofili (gli appassionati di astronomia), bolide, ossia una meteora che raggiunga durante la sua breve apparizione almeno la magnitudine corrispondente alla massima magnitudine raggiunta dal pianeta Venere (-4,6).

Immagine esemplificativa
Immagine esemplificativa

A conferma della sua non eccezionalità, proprio qualche giorno fa abbiamo descritto un evento simile nei cieli degli Stati Uniti. Secondo il ricercatore Bill Cooke, la meteora in quella circostanza ha raggiunto una magnitudine apparente di -13, risultando quindi più luminosa della Luna piena e creando ombre sul terreno. Ciò indica che il meteoroide, disgregatosi nell’atmosfera terrestre, aveva una massa di oltre 50 Kg con un diametro di circa 40 cm. Affinchè si possa tracciare un quadro più completo, è necessario fornire alcune indicazioni di base, come la data precisa e l’ora, la località e la luminosità dell’evento, la traiettoria, la morfologia, il colore, la durata, la persistenza dell’eventuale scia, eventuali flare o boati uditi. L’osservazione di grandi bolidi andrebbe sempre riferita a centri di raccolta o ai gruppi astrofili più vicini, in modo da fornire elementi preziosi per il loro studio.