Nel corso della settimana, mentre su gran parte del paese il ritorno del promontorio anticiclonico sub-tropicale, alimentato da aria calda di matrice sub-tropicale continentale in risalita dall’entroterra algerino, ha riportato condizioni climatiche estive su buona parte del centro-nord, le nostre due isole maggiori sono rimaste penalizzate dall’isolamento di un vecchio “CUT-OFF” (vortice ciclonico chiuso in quota), rimasto pressochè immobile tra i Canali di Sardegna e di Sicilia, e la limitrofa costa tunisina. Come avevamo abbondantemente previsto la stagnazione di questa circolazione depressionaria ha relegato verso le nostre isole maggiori, in particolare verso la Sardegna meridionale, una debole circolazione “baroclina” che sta attivando una importante instabilità convettiva fra il Canale di Sardegna e l’alto Canale di Sicilia, dove si sono attivati dei “sistemi temporaleschi a mesoscala”, caratterizzati da un complesso ammasso di “Cellule temporalesche marittime” pienamente e autonome e ben alimentate dall’aria caldo e umida fornita dalla calda superficie del mare, che hanno arrecato persino degli allagamenti lungo il basso Sulcis e il cagliaritano (in alcune aree sono stati raggiunti i 100 mm).

In questo caso però i mari piuttosto caldi non hanno avuto un ruolo determinante nello scoppio dell’attività temporalesca che sta tuttora interessando ampie aree del cagliaritano e la Sardegna sud-occidentale, con rovesci che localmente assumono carattere di autentico nubifragio, con indici di rain/rate particolarmente elevati. tra le giornate di venerdì e sabato, l’ennesimo passo indietro del “CUT-OFF”, verso levante, determinerà una nuova riacutizzazione dell’instabilità sulle due isole maggiori, con il rischio di rivedere nuovi rovesci sparsi e persino qualche temporale, a carattere isolato. La fenomenologia risulterà più blanda a dispetto del peggioramento dello scorso weekend, mentre il rischio di vedere dei temporali, anche di moderata intensità, rimarrà maggiormente marcato sui Canali che circondano Sardegna e Sicilia. Malgrado l’imposizione del promontorio anticiclonico sub-tropicale, il “CUT-OFF” mediterraneo è riuscito a rimanere incastrato lungo il bordo orientale di tale struttura anticiclonica, divenendo semi-stazionario fra la Sardegna meridionale, la Sicilia e la Tunisia. Proprio in queste aree, interessate dalla circolazione instabile del “CUT-OFF”, si è prodotta la cosiddetta “banda baroclina”, ossia lo sviluppo di un complesso sistema di nubi medio-basse disposte su una determinata area geografica indentificata come zona di confluenza o semplice interazione fra due tipi di masse sensibilmente diverse fra di loro.

Nel caso specifico ci troviamo di fronte l’interazione fra aria decisamente più calda e secca in quota, di tipo sub-tropicale continentale, aspirata direttamente dall’entroterra desertico algerino, e masse d’aria più tiepide ma molto umide e instabili nei bassi strati, d’estrazione marittima mediterranea, che innescano intense turbolenze (forti correnti ascensionali che si espandono molto velocemente nell’alta troposfera) intorno la circolazione “baroclina” del “CUT-OFF” mediterraneo, in fase di lento ma deciso colmamento nel corso del weekend, dopo una sopravvivenza protratta per oltre una settimana. Nel weekend anche sulle isole maggiori, dopo le frequenti sventagliate temporalesche degli ultimi giorni, ritornerà il bel tempo, con ampi spazi di cielo sereno o poco nuvoloso pronti a farla da cornice, salvo il passaggio di locali velature in alta quota. Le temperature massime subiranno un deciso incremento, con punte massime di oltre i +30°C +32°C, localmente anche più nelle aree più interne, anche fra Sardegna e Sicilia. Ma tra la serata di sabato e la giornata di domenica le nubi torneranno nuovamente ad aumentare fra Alpi occidentali, Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e ovest della Lombardia, causa l’avvicinamento all’arco alpino di un sistema frontale atlantico collegato ad una ampia depressione che si andrà a strutturare fra il Regno Unito e il Belgio. Sulle regioni di nord-ovest le correnti cominceranno ad assumere una curvatura ciclonica sempre più spiccata, fra 850 hpa e 300 hpa, con l’inserimento nei medi e bassi strati di un umido flusso pre-frontale da SO che ammasserà annuvolamenti, anche piuttosto marcati, ai versanti meridionali di Alpi e Prealpi. Questi annuvolamenti potranno dare la stura a piogge sparse e anche a dei temporali nelle aree pedemontane dell’alto Piemonte e alta Lombardia, esaltati ulteriormente dal “forcing” orografico indotto dai rilievi al flusso umido pre-frontale sud-occidentale.



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