
Mentre l’Italia e i paesi che si affacciano fra il bacino del mar Mediterraneo e l’Europa meridionale continuano ad essere interessati da un robusto promontorio anticiclonico di blocco, che assicura condizioni di tempo stabile, caldo e soleggiato, poco più ad est, sui paesi dell’Europa orientale, è già iniziata la prima “manovra barica” che darà origine alla vera prima ondata di freddo di stagione. Analizzando il quadro sinottico sul vecchio continente si nota subito una configurazione ad “Omega”, che vede protagonisti il promontorio anticiclonico di blocco, che dal Mediterraneo centro-occidentale si erge con i suoi elementi più settentrionali fin verso le Isole Britanniche. Tale struttura anticiclonica, in fase di restrizione ed invecchiamento, è circondata, lungo i suoi lati, da ben due differenti circolazioni cicloniche, piuttosto vaste e ben supportate in quota, nella media troposfera, da un minimo di geopotenziale e da massimi di vorticità positiva, ben alimentati dal passaggio del ramo discendente del “getto polare”, che presenta un andamento mediamente meridiano. La prima profonda depressione si trova localizzata sul vicino Atlantico, a largo della costa portoghese, presentando un minimo profondo sui 990 hpa, in fase di attenuazione, ed una vasta occlusione al seguito che inizia a lambire il nord del Portogallo e la Spagna, con una accentuazione della ventilazione meridionale. L’altro vortice depressionario, colmo di aria artica marittima continentalizzata, è attivo sopra la Carelia, nell’estremo ovest della Russia europea, e continua a spingere un esteso blocco di aria fredda, aspirata dal mare di Barents, in direzione della Scandinavia, la Finlandia e le vaste distese pianeggianti della Russia europea, dove è in atto un significativo calo dei valori termici, che investe soprattutto la Russia europea, la Finlandia, la Svezia, incluse le Repubbliche Baltiche e la Bielorussia.
La profonda depressione, a carattere freddo, presente sopra la Russia europea, fra domani e sabato tenderà a spingersi sulla Russia centro-meridionale, favorendo un ulteriore propagazione verso sud delle masse d’aria fredde, di origine artica, ora giunte al traverso fra la penisola Scandinava ed il mar Baltico. La profonda area ciclonica sopra la Russia europea viene alimentata dalla discesa di masse d’aria piuttosto fredde che provengono direttamente dalla costa artica russa, discendendo il bordo sud-orientale di una robusto nucleo anticiclonico, piuttosto insolito per il periodo, che nei giorni scorsi si è isolato sopra il mare di Barents, con massimi barici al suolo di oltre i 1030-1032 hpa. Questa area anticiclonica che si è isolata sopra il mare di Barents (completamente libero dai ghiacci) è all’origine di questa precoce ondata di freddo sui territori della Russia europea e sui paesi dell’Europa orientale. Nel corso del prossimo weekend l’avvezione di aria fredda si espanderà al resto dell’Europa orientale, investendo anche la Bielorussia, l’Ucraina e la Russia meridionale, con l’isoterma di +0°C a 850 hpa pronta a fermarsi in prossimità della penisola di Crimea. Chi vorrà trascorrere il prossimo weekend in qualche bella capitale dell’est dovrà mettere in valigia un abbigliamento abbastanza pesante, visto che il freddo si farà “tagliente”, considerando l’attivazione di una moderata ventilazione da N-NO e NO che investirà le Repubbliche Baltiche, la Polonia, la Bielorussia e l’Ucraina.
In molte città dell’est della Polonia, Bielorussia e nord dell’Ucraina, nelle ore notturne, il termometro potrà scendere anche a +3°C +2°C. Minime sui +3°C +4°C sono attese sia a Varsavia che a Kiev, dove il freddo verrà esaltato dalla ventilazione da NO. Nella capitale bielorussa Minsk, entro lunedì, si potrebbe registrare anche la prima gelata autunnale. Fra oggi e domani la vasta goccia fredda che si è isolata sulla Russia europea, con un minimo barico al suolo di ben 992 hpa poco a nord dell’area metropolitana di Mosca, tenderà a dare luogo alle prime vere nevicate di stagione a bassa quota lungo le coste dell’artico russo. L’ampia occlusione associata alla depressione, colma di aria molto fredda in quota, con valori sotto i -30°C a 500 hpa, sta favorendo la formazione di un vasto fronte nuvoloso che copre ormai l’intero settore settentrionale della Russia europea. Proprio in quest’area è in atto una notevole divergenza, fra la fredda ventilazione al suolo dai quadranti settentrionali, o da NE ed E-NE, e le più intense e miti correnti occidentali che scorrono nella media troposfera, lungo il margine meridionale dell’ampia struttura depressionaria. Da tale divergenza si sviluppa un esteso fronte occluso che è all’origine delle prime nevicate e delle piogge, miste a neve, che in queste ore stanno cominciando a cadere in diverse regioni della Russia settentrionale. Qualche fiocco di neve molto bagnato, misto alla pioggia, nelle scorse ore si è visto cadere pure nei villaggi e nelle città a nord di Mosca, con temperature di appena +3°C +4°C.
Sulla capitale russa invece è attesa solo un po’ di pioggia, di debole e moderata intensità, con temperature pronte ad oscillare fra i +7°C +6°C ed i +3°C +2°C. Le città a rischio imbiancata sono tutte nel nord della Russia, anche se si tratterà più di deboli rovesci di acqua e neve più che di neve pura. Solo lungo la costa artica si verificheranno delle nevicate, anche di moderata intensità, accompagnate da una tesa ventilazione orientale, con raffiche a tratti intense da E-NE ed E-SE. Le temperature subiranno un ulteriore calo, soprattutto sulla Russia europea, dove a partire dalla prossima settimana, col rasserenamento dei cieli e l’indebolimento della ventilazione settentrionale, cominceranno a presentarsi le situazioni idonee alle prime gelate, per inversione. Ad inizio Ottobre, sopra le distese pianeggianti sarmatiche, si isolerà il primo nucleo di aria fredda che aprirà le porte per l’avvento dei primi freddi autunnali sul vecchio continente. Segno che il cambio di stagione è sempre più vicino. Questione ancora di qualche settimana prima che ad est degli Urali il “generale inverno” cominci a dispiegare le proprie truppe alla volta del continente.



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