Risolto il mistero dello scioglimento dei ghiacciai alpini, uno studio lo collega alla fuliggine (VIDEO)

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sootGli scienziati hanno individuato prove per cui la “fuliggine” (nero di carbone o nerofumo), immessa nell’aria dall’Europa nella fase di industrializzazione, avrebbe probabilmente causato il ritirarsi dei ghiacciai delle Alpi.

La ricerca pubblicata il 2 settembre su Proceedings of the National Academy of Sciences potrebbe essere d’ausilio nel dibattito sul motivo per cui i ghiacciai delle Alpi si sarebbero ritirati a partire dal 1860, decenni prima che le temperature globali aumentassero.

Thomas Painter, scienziato del Jet Propulsion Laboratory NASA a Pasadena, California, è stato a capo della ricerca, alla quale ha partecipato anche Waleed Abdalati, direttore del Cooperative Institute for Research in Environmental Sciences (CIRES) alla University of Colorado Boulder. “Mancava qualcosa nell’equazione,” ha dichiarato Painter.
Per investigare sulla questione, lui ed i suoi colleghi si sono basati  sulla storia: nei decenni successivi al 1850, l’Europa ha attraversato una trasformazione economica ed atmosferica accelerata dall’industrializzazione. I residenti, i trasporti, e, più di tutto, l’industria in Europa Occidentale ha iniziato ad utilizzare il carbone, immettendo nell’atmosfera immense quantità di nerofumo ed altre particelle.

Quando il nero di carbone si deposita sulla neve, scurisce la sua superficie: ciò la fa sciogliere ed espone il ghiacciaio sottostante alla luce diretta del sole e all’aria relativamente tiepida, facendolo sciogliere più velocemente.
Per determinare quanto nerofumo era presente nell’atmosfera e sulla neve quando le Alpi hanno iniziato a ritirarsi, i ricercatori hanno esaminato i carotaggi di molti ghiacciai europei.

Questo studio rivela una probabile impronta umana sulle variazioni ambientali,” sostiene Abdalati. “Ci ricorda che le azioni che mettiamo in atto hanno un impatto di vasta portata sull’ambiente in cui viviamo.”

Ora dobbiamo dare uno sguardo più da vicino ad altre zone sulla Terra, come l’Himalaya, per studiare l’impatto attuale del nero carbone sui ghiacciai,” ha dichiarato Georg Kaser, co-autore dello studio, ricercatore della University of Innsbruck e collaboratore dell’Intergovernmental Panel on Climate Change.