Roma, incontro fra geologi e giunta comunale per affrontare il rischio idrogeologico della città

FRANCESCO TOIATI STAZIONE TIBURTINA SOTTOPASSAGGI GARAGE E METRO COMPLETAMENTE ALLAGATI DAL NUBIFRAGIOSi è svolto ieri l’incontro fra i geologi del CNG e dell’Ordine dei Geologi del Lazio e l’Assessore all’Ambiente, Agroalimentare e Rifiuti di Roma, Estella Marino. L’obiettivo era quello di trovare strategie utili a mitigare alcuni dei rischi geologici maggiori per Roma.

Prima di tutto il rischio idrogeologico, con zone della Capitale soggette a inondazioni e frane. Ma anche il rischio sismico, legato soprattutto a terremoti forti che possono avvenire lungo l’Appennino, il rischio di crollo delle cavità sotterranee (Roma è caratterizzata dalla presenza di numerose cave al di sotto della superficie stradale, talvolta non censite, che possono sprofondare coinvolgendo gli abitati soprastanti). Altri georischi sono quelli legati al vulcanismo tardivo della zona dei Colli Albani, con fenomeni di fuoriuscita di gas come sta avvenendo in questi giorni a Fiumicino, e la contaminazione delle falde idriche, come accade nell’area della discarica di Malagrotta e in molte zone della Capitale.

Una delle proposte che i geologi hanno fatto alla Giunta Marino è quella di dotarsi di un Servizio Geologico Ambientale, sul modello di altre città europee. Il servizio potrebbe monitorare costantemente la situazione, elaborare mappe dettagliate, mettere a disposizione l’esperienza e la cultura geologica di un gruppo di professionisti, per prevenire e mitigare i rischi.

Inoltre la presenza di un geologo per ogni municipio permetterebbe la definizione dei rischi e il coordinamento delle misure di prevenzione (allo stato attuale è presente in Comune un unico geologo per tutta Roma). Viene inoltre suggerita la reintroduzione del fascicolo di fabbricato, un documento che individuava per ogni edificio della città sia la data e le modalità di costruzione, sia  le caratteristiche geologiche del suolo su cui è costruito, gli eventuali rischi sismici o di inondazione, l’eventuale presenza di cavità sotterranee. Insomma, una sorta di carta d’identità dell’immobile, che mettesse nero su bianco il suo stato e gli eventuali rischi presenti. L’esperienza del fascicolo di fabbricato durò solo pochi anni.

La Giunta Marino si è impegnata ad investire sui programmi di prevenzione e ad iniziare una collaborazione con il mondo dei tecnici e professionisti della geologia, un settore che in Italia è poco valorizzato e poco ascoltato. Da tempo il Consiglio Nazionale dei Geologi allerta le istituzioni e i cittadini sui rischi del nostro paese, in primis quello idrogeologico e sismico, e informa sulle misure di prevenzione che andrebbero prese, ma gli avvisi cadono quasi sempre nel vuoto e i professionisti della geologia, appena usciti dalle università, oppure professionisti laureati da anni, sono costretti ad emigrare o a restare disoccupati.