Salute: come diagnosticare e curare la vaginosi batterica, ma soprattutto come prevenirla?!

VAGINOSI BATTERICALa vaginosi batterica costituisce il 60% di tutte le infezioni vaginali che colpiscono la donna in età fertile, per l’esatta indica una modificazione o squilibrio dell’ecosistema vaginale che si manifesta quando la normale flora microbica vaginale, costituita da Lattobacilli, viene sostituita da altri batteri patogeni che proliferano e possono diventare pericolosi.
I Lattobacilli vaginali , scoperti da Doderlein nel 1892, che variano da un milione a 100 milioni, sono batteri con funzioni fondamentali a livello vaginale: fermentano il glicogeno(attivato dagli estrogeni), trasformandolo in acido lattico che, prodotto copiosamente, contribuisce al mantenimento di un PH acido (compreso tra 3,5 e 5,5), producono perossido di idrogeno(acqua ossigenata) che, oltre ad apportare ossigeno letale per batteri patogeni anaerobi, ha un’azione tossica sulle cellule batteriche non lattobacillari. Tra i batteri più danneggiati dal perossido vi è la Gardnerella vaginalis, un bacillo che provoca un disturbo di tipo infiammatorio ed infettivo, con sintomi meno intensi rispetto alle vaginiti classiche. Anche se non è certo che la vaginosi da Gardnerella vaginalis sia un’infezione a trasmissione sessuale, si è riscontrato che essa si verifica più frequentemente in donne dall’intensa vita sessuale rispetto a quelle meno attive e viene isolata anche nei partner di donne infette.

Quali sono i suoi sintomi? Le secrezioni vaginali infette emanano un nauseabondo odore di pesce che viene individuato tramite Sniff Test, annusando un po’ di secrezioni. Se persistono dubbi, vengono effettuati altri due esami specifici:

  • VAGINOSI 2il fish odour test, in cui il ginecologo, mettendo sul vetrino un po’ di secrezioni insieme all’idrossido di potassio, ottiene una soluzione chimica capace di rompere la cellula, liberando la Garnerella ed esaltando il suo cattivo odore,
  • l‘esame microbiologico, effettuato sul vetrino con la clue cell, una cellula chiave che si presenta piena di granuli scuri in caso di infezioni da Gardnerella. Per curare la Gardnerella vaginalis si utilizza il metronidazolo per bocca o sottoforma di gel per circa dieci giorni, oppure la clindomicina in pomata o per bocca.

abstract 3d shape #2La Gardnerella vaginalis non è l’unico batterio cattivo. Vi sono infatti i Bacteroides, il Mobiluncu e la Mycoplasma hominis.
Come avviene il contagio? Ancora le cause della vaginosi batterica sono oggetto di studio, ma si ritiene che il principale responsabile sia Gardnerella vaginalis, trasmessa soprattutto attraverso rapporti sessuali, per cui un inizio precoce di essi, sesso orale e un elevato numero di partner, sono considerati fattori di rischio principali. Lo sperma maschile, abbassando il PH vaginale, crea le condizioni ambientali favorevoli non solo agli spermatozoi, ma , ostacolando lo sviluppo di Lattobacilli, da il via libera ad alcuni batteri che normalmente non si riscontano nella flora vaginale di una persona sana.
Studi più recenti parlano di un’interazione tra cause diverse:

  • cattiva igiene intima (abuso di lavande vaginali che alternano il normale ambiente vaginale)
  • inserimento di dispositivi intrauterini ( spirale contraccettiva)
  • detersivi forti per lavare biancheria intima
  • predisposizione genetica ( popolazione di colore statisticamente più colpita)
  • fumo

La patologia è rara in donne prepuberi e in donne in menopausa, magari per via del minor numero di rapporti e di partner sessuali in queste fasce d’età,ma anche per via del quadro ormonale diverso rispetto a quello del periodo fertile.
Per la metà delle donne con vaginosi batterica, essa è asintomatica, mentre per l’altra metà, tra i sintomi più frequentemente avvertiti sono:

  • VAGINOSI 3secrezioni vaginali bianche o grigiastre che possono diventare più acquose ed emettere un disgustoso odore di pesce, soprattutto dopo il rapporto sessuale, dovuto alla produzione di ammine da parte del batterio
  • irritazione o infiammazione della vagina e della zona circostante
  • dolore durante i rapporti sessuali e durante la minzione
  • prurito all’apertura della vagina

 

 

La diagnosi viene eseguita dal ginecologo sulla base dei sintomi riportati dalla paziente e della visita ginecologica. Il ginecologo esamina al microscopio un tampone vaginale, facendo sdraiare la donna sul lettino a gambe divaricate ed inserendole nella vagina, con l’aiuto di una sorgente luminosa, un cotton fioc a circa 5 cm di profondità ( pertanto può essere inserita anche ad una donna vergine), facendolo ruotare delicatamente per raccogliere le secrezioni da analizzare. Il tampone vaginale accerta la presenza di un’infezione batterica a carico degli organi riproduttori femminili, la presenza di Escherichia coli o la più temuta Clamidia, che può ostruire le tube e provocare infertilità.

Il Fishy odor test o test delle ammine valuta la liberazione del caratteristico odore di pesce dal tampone prelevato e semplici test di laboratorio vengono effettuati per valutare l’assenza di Lattobacilli e la presenza di clue cells, particolari cellule formate da cellule superficiali della mucosa vaginale, cui aderiscono i batteri. La determinazione del PH della secrezione vaginale, che diventa più basico rispetto alla sua normale acidità, segnala la presenza di una vaginosi batterica in corso.

Come prevenire una vaginosi batterica?

  • astenersi da rapporti sessuali con penetrazione durante il trattamento per evitare rischi di reinfezione
  • utilizzare il profilattico in modo corretto e regolare, riducendo notevolmente il rischio di trasmissione, utilizzandolo con ogni nuovo partner
  • nel caso di vaginosi batteriche che si ripresentano, indossare solo biancheria intima in puro cotone, quindi non sintetica , nè troppo stretta, perchè crea umidità nella zona vaginale, terreno fertile per batteri e funghi.
  • cambiare la biancheria intima almeno una volta al giorno,sciaquandola con cura e stirandola con ferro a vapore per eliminare eventuali funghi
  • utilizzare la carta igienica pulendosi dal davanti verso il di dietro, per prevenire il trasporto di batteri dal retto alla vagina
  • evitare il contatto della mucosa vaginale con deodoranti e profumi, non utilizzare spray per igiene intima, saponi troppo profumati, aggressivi o duri

CLAMIDIAPer il trattamento di una vaginosi batterica si utilizzano antibiotici per bocca, o creme e gel spalmati localmente. Il trattamento è particolarmente importante le donne incinte e se si tratta di donne in gravidanza che abbiano già avuto parti prematuri o neonati con basso peso, è consigliato un test per vaginosi batterica. Tra i rischi più gravi correlati alla vaginosi da Gardnerella vi è :
la PID , malattia infiammatoria pelvica che è la più importante causa di danno tubarico, essendo responsabile del 40-50% delle gravidanze extrauterine e del 30-40% delle infertilità primarie. Essa è dovuta alla diffusione di microrganismi dal basso tratto genitale alla cavità uterina e alla tube.