Salute: esperto sottolinea importanza della colonscopia per ridurre incidenza tumore e mortalità

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COLONSCOPIA NUOVA - Copia Fabrizio Montagnese, responsabile del Servizio di endoscopia digestiva dell’ospedale di Genzano (Roma), afferma all’Adnkronos Salute che grazie al test del sangue occulto fecale  fatto ogni due anni dopo i 50, è possibile scovare i tumori allo stadio iniziale, quindi piu’ facilmente guaribili, o togliere piccoli polipi prima che diventino neoplasie. “Ma e’ la colonscopia l’esame diagnostico oggi piu’ accurato, che puo’ ridurre l’incidenza del tumore dal 58% al 86% e la mortalita’ dal 64% al 90%. C’e’ ancora troppa diffidenza pero’ tra la popolazione nei confronti della prevenzione. Le politiche di screening del cancro del colon-retto saranno al centro del congresso nazionale del Giscor (Gruppo italiano screening tumori colorettali) a Roma il prossimo 3-4 ottobre. “Il congresso e’ patrocinato dall’Osservatorio nazionale del ministero della Salute – aggiunge Montagnese – che promuove le campagne di screening sulle neoplasie di seno, utero e appunto colon-retto. Il Giscor si occupa anche di diffondere le campagne di screening a livello regionale, raccogliendo i dati e analizzandoli. Ma – precisa il chirurgo – il problema maggiore della prevenzione e’ la mancanza di aderenza della popolazione a questi inviti a sottoporsi al test del sangue occulto fecale, che invece e’ un’arma eccellente per evitare un nemico invisibile e asintomatico come il tumore del colon-retto. Nel Lazio – osserva l’esperto – con il centro di riferimento della Asl Roma H di Albano, abbiamo raggiungo 5 mila persone, ma l’aderenza e’ spesso sotto il 50%. Un dato non sufficiente”. “Il campionamento della popolazione con il test del sangue occulto fecale – sottolinea – oggi e’ davvero molto efficace nel segnalare un problema, ci permette nel caso di persone positive all’esame di inviare un lettera e convocarle per un colonscopia. Se e’ presente una lesione o un polipo – continua – possiamo rimuoverli ed evitare che il danno si trasformi in qualcosa di piu’ grave”. “Il messaggio che deve passare alla popolazione, ma vogliamo coinvolgere anche i medici di famiglia e le istituzioni, e’ quello di non sottovalutare questo tipo di tumore soprattutto quando si ha una familiarita’ – osserva Montagnese – che comporta un aumento del 20% del rischio. Ma questo nemico e’ asintomatico, anche quando si hanno polipi di diversi centimetri. Ecco che la colonscopia, un esame diagnostico non particolarmente amato dalle persone, puo’ invece salvare una vita”. Al congresso nazionale Giscor saranno presenti anche esperti internazionali, anche nomi illustri dell’endoscopia giapponese. “Li abbiamo invitati – conclude Montagnese – perche’ hanno un’alta incidenza di questa neoplasia tra la loro popolazione e sono i primi al mondo ad avere sviluppato tecniche innovative. Ma anche nel nostro centro della Asl Roma H, oggi siamo in grado di affrontare la lesione pre-cancerosa nel primo stadio quando confina con la mucosa. Possiamo – chiosa – asportarla ambulatorialmente grazie alla dissezione endoscopica della sottomucosa.