L’intestino è un organo dell’apparato digerente che ha la funzione di assorbire le sostanze nutritive che provengono dall’alimentazione, è un grosso tubo suddiviso in :
intestino tenue ( o piccolo intestino), lungo circa 5 metri,
intestino crasso ( o grosso intestino), lungo circa 170 cm. Quest’ultima parte è formata da colon destro o ascendente (con l’appendice), colon trasverso, colon sinistro o discendente, sigma e retto.
La terminologia “tumore al colon- retto” è generica e con essa si identificano diversi tipi di neoplasie che possono interessare diverse sedi( retto, colon prossimale, colon discendente, colon trasverso e sigma).
Si colloca al secondo posto tra le cause di decesso per neoplasie nell’uomo e al terzo tra quelle relative alle donne, colpendo soprattutto i Paesi economicamente più sviluppati , come Nord America e Europa occidentale ( solo in Europa ci sono 200.000 casi ogni anno), ma la sua incidenza è in aumento in tutto il mondo.
Non si conosce la sua causa, ma vi sono possibili fattori di rischio:
- fattori genetici : il rischio di sviluppare la malattia è da 2 a 4 volte superiore in parenti di primo grado di soggetti colpiti dal tumore al colon- retto, ma è possibile identificare diverse sindromi ereditarie associate alla presenza di polipi adenomatosi e ad alto rischio di sviluppare neoplasia del grosso intestino. La più importante è la PAF (poliposi adenomatosa familiare), una sindrome ereditaria caratterizzata dalla comparsa soprattutto in età giovanile, di centinaia o migliaia di adenomi (polipi adenomatosi) a livello di tutto l’intestino crasso che, se non trattata, progredisce nel 90% dei casi verso lo sviluppo del cancro del colon retto. E’ dovuta a mutazioni germinali nel gene APC, localizzato nel braccio lungo del cromosoma 5( 5q21- 5q22). Tra le altre sindromi, la sindrome di Lynch in cui, diversamente dalla PAF, la predisposizione allo sviluppo della malattia non si manifesta con la comparsa dei polipi, ma direttamente con lo sviluppo del cancro al colon, introno ai 45 anni, e la sindrome di Turcot, una variante rara della PAF,, che si ha quando alla formazione di molti polipi intestinali in giovane età, si associano tumori cerebrali.
- Fattori dietetici, legati ad abitudini alimentari scorrette ( un ruolo importante, che può rappresentare uno dei principali fattori di rischio, è dato da una dieta povera di fibre e ricca di grassi saturi. Il grasso alimentare può agire sia direttamente, aumentando il turnover epiteliale, che indiretta, aumentando gli acidi biliali attraverso il metabolismo dei grassi saturi. Gli acidi biliari vengono escreti e convertiti, dai batteri presenti nel lume intestinale, in promotori tumorali. Le fibre alimentari, invece, amalgamano i grassi e gli acidi, svolgendo un ruolo protettivo, acidificando le feci.
- Malattie infiammatorie intestinali : il rischio di ammalarsi aumenta per chi soffre di colite ulcerosa o di morbo di Crohn
- Età : la maggiore incidenza si verifica tra i 60 e i 70 anni,
- Polipi del colon: piccole escrescenze dovute alla proliferazione della mucosa intestinale. Si tratta di neoplasie benigne che possono però evolvere in forme maligne. Le probabilità di evoluzione del polipo da forme benigne a quelle maligne, dipendono dalle sue dimensioni: se essa è inferiore a 1,5 cm sono del 2%, se la dimensione è superiore a 2,5 cm, le probabilità di contrarre il tumore al colon è del 10%.
I sintomi variano a seconda dello stadio raggiunto dal tumore e della sua localizzazione. Tra i primi segnali d’allarme vi è l’anemia, causata dalla perdita di sangue minima ma continua, e ancora una volta la diagnosi precoce è d’obbligo per aumentare la sopravvivenza, a 5 anni del tumore al colon retto che va dall’80% per i tumori che interessano la sottomucosa, fino al 10% dei tumori con metastasi.
A questo sintomo, si accompagna un test del sangue occulto nelle feci positivo, che identifica circa il 25% dei tumori al colon retto, anche se può dare falsi negativi , dato che il sangue si mescola al contenuto dell’intestino e non sempre può essere dimostrata la sua presenza,
dispnea, perdita immotivata di peso dolori o crampi addominali inspiegabili.
Il tumore al colon- retto che si sviluppa a sinistra si manifesta solitamente più precocemente, infiltrandosi nei vari strati delle pareti intestinali e provocando:
- sanguinamento acuto, con sangue rosso vivo o scuro ripetuto nelle feci , o separato da esse, spesso misto a nuco, visibile sulla carta igienica
- alternanza di diarrea e stitichezza
- dolori crampiformi
- fino alla comparsa di una massa palpabile, seguito dal decadimento delle condizioni fisiche, nausea e vomito e forte perdita di peso.
Per quanto concerne gli esami da effettuare :
- la colonscopia rappresenta il test di screenig più efficace per la neoplasia colon-rettale. Serve ad avere una visione diretta delle pareti interne del colon, tramite l’ausilio di una sonda flessibile ( colonscopio), munita di telecamera all’apice, inserita lubrificata per via anale e poi fatta risalire nel retto e negli altri tratti dell’intestino crasso, per poi essere ritirata delicatamente.
- Il Rx Clisma opaco è un esame radiologico dell’intestino, effettuato dopo aver ingerito o introdotto tramite un clistere una sostanza gassosa( mezzo di contrasto) contenente bario, un elemento che in radiografia colora la parete intestinale di bianco, consentendo di vedere la mucosa interna. Non permette di eseguire biopsie e non riesce a visualizzare precisamente polipi più piccoli di 1 cm.
- Ecografie e TAC addominali sono utili a documentare eventuali disseminazioni a distanza, soprattutto a livello epatico, ricoprendo un ruolo limitato ai fini diagnostici.
- La chirurgia è la forma più comune di trattamento del cancro al colon retto e può essere eseguta da un chirurgo speializzato in chirurgia dell’apparato gastrointestinale, asportando il tratto intestinale in cui è localizzato il tumore( e ricongiungendo le due estremità traite anastomosi) e solitamente anche i linfonodi regionali adiacenti.
Se il tumore è in stato avanzato, la chirurgia serve a rimuovere le cellule tumorali se il tumore è diffuso ad altri organi (fegato o polmone), e può essere preceduta o seguita da:
- chemioterapia, in cui vengono utilizzati farmaci particolari detti citotossici o antiblastici, che inibiscono la crescita e la divisione delle cellule tumorali fino a provocarne la morte. Vengono somministrati in compresse o capsule, ma più spesso per endovena,
- radioterapia, in cui vengono utilizzate radiazioni ad alta energia per distruggere le cellule tumorali, somministrata sottoforma di ciclo di trattamento presso il centro radioterapico ospedaliero.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?