Salute: l’Aism convoca conferenza stampa per studio Cosmo, opinione scientifica divisa su metodo Zamboni

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SCLEROSI MULTIPLAL’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) ha convocato a Milano per venerdì 6 settembre una conferenza stampa per presentare i risultati dello studio CoSMo sulla correlazione tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) e sclerosi multipla (SM), malattia gravemente invalidante che colpisce 63.000 italiani e per la quale purtroppo non sono ancora note né le cause né una terapia definitiva e valida per tutti nonostante le ingenti risorse investite per la ricerca soprattutto nel ricco settore farmaceutico. Lo studio CoSMo è uno studio epidemiologico promosso dalla FISM che nega una qualsivoglia associazione fra sclerosi multipla e CCSVI e questo risultato negativo era stato ampiamente previsto dal comitato Scientifico della Fondazione Hilarescere, che aveva esaminato la metodologia e soprattutto il traning e i principi interpretativi dei segnali sonografici proposti dalla FISM. Sul metodo Zamboni il mondo scientifico è diviso: l’angiologo Giampiero Avruscio sostiene che la CCSVI, scoperta dal professor Vannoni non solo esiste, ma è stata certificata nel 2009 dall’UIP (International Union of Phebology), inserendola tra le malformazioni venose congenite che si sviluppano tra il 3° e il 5°mese di vita uterina. Secondo il dott.Avruscio, una correlazione tra sclerosi multipla e altre malattie neurologiche va dimostrata secondo canoni scientifici e che l’unico studio scientifico serio sia Brave Dreams, anche se i risultati degli studi disponibili in letteratura sono contrastanti tra loro, con una prevalenza di CCSVI nei pazienti con SM compresa in un range tra lo 0% e il 100%. Tali differenze potrebbero essere attribuite ad una bassa qualità degli studi, alla metodologia adottata, alla diversa accuratezza dei test diagnostici. Lo studio Cosmo è stato da più parti criticato perchè i risultati mancano della validazione strumentale obiettiva della flebografia che è il gold-standard di riferimento per la diagnosi della CCSVI con Ecocolordoppler, per cui con lo studio Cosmo si è persa una grande opportunità scientifica. La Regione Veneto a fine aprile 2013 ha inviato una nota a tutte le strutture sanitarie del Veneto, chiarendo che l’angioplastica non può essere proposta per migliorare la sintomatologia della SM, quindi come sua terapia e che l’intervento di correzione vascolare non può essere indicato nei pazienti affetti da tale patologia a scopo terapeutico al di fuori di studi clinici appositamente autorizzati. Il dott. Domenico Cito, chirurgo vascolare e angiologo di Taranto, afferma che la CCSVI esiste realmente e che la SM è probabilmente correlata ad altre malattie neurologiche. Consiglia ai malati di SM positivi alla CCSVI di aspettare la fine degli studi in corso per l’intervento di angioplastica. Aldo d’Alessandro, angiologo di Goffia, è del parere che il prof. Zamboni abbia il grande merito di aver scoperto la CCSVI, una nuova entità nosologica che ha prodotto un fermento scientifico a livello internazionale e un notevole sviluppo nella storia della medicina. Nella sua esperienza diagnostica ECD, confermata dalle flebografie, la CCSVI è associata alla SM nel 92% dei casi, pur essendo la CCSVI presente in altre patologie neurologiche e non ( cefalea cronica, acufene, Parkinson, Sla). Secondo l’angiologo, lo studio Cosmo, con i fondi investiti dall’Aism, poteva essre una buona opportunità scientifica, se affidato nelle mani dei vascolari, in collaborazione con i neurologi, ma si è fatto tutto in casa dei neurologi ed il risultato è stato uno studio di cui nessuno parla e che nessuno considera.