Salute: potenziatori cognitivi inefficaci a lungo termine in pazienti con lieve deterioramento cognitivo

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POTENZIATORI COGNITIVI - CopiaSecondo uno studio del St. Michael’s Hospital, pubblicato su Canadian Medical Association Journal, i potenziatori cognitivi, farmaci assunti per rinforzare concentrazione, memoria, lucidità e per migliorare l’umore, non migliorano le funzioni cognitive in pazienti con lieve deterioramento cognitivo sul lungo termine, che è una condizione caratterizzata da disturbi nella memoria senza significative limitazioni nell’attività ogni giorno.  I pazienti sottoposti alla somministrazione di questi farmaci hanno infatti manifestato nausea, diarrea, vomito e mal di testa. Ogni anno si stima che il problema riguardi circa 4,6 milioni di persone e, ogni anno, dal 3 al 17 % di pazienti con questa diagnosi sviluppa una forma di demenza come il morbo di Alzheimer. Era stato ipotizzato che i potenziatori cognitivi potessero ritardare l’insorgere dei primi sintomi della demenza, ma gli scienziati non hanno trovato effetti positivi a lungo termine sulle capacita’ cognitive dei pazienti.