Salute: potrebbe esistere un terzo stato mentale, tra la coscienza e l’incoscienza

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anestesia_1512Quando l’anestetico viene somministrato appropriatamente, pochissimi pazienti si svegliano durante l’operazione chirurgica. Nonostante questo, una nuova ricerca evidenzia la possibile esistenza di una condizione psichica nella quale un paziente non si trova in uno stato di coscienza ma neppure di incoscienza.
Questo terzo stato potrebbe essere quello in cui un paziente è in grado di rispondere ad un comando ma non è disturbato dal dolore o dall’operazione,” sostiene il dott. Jaideep Pandit, anestesista al St John’s College in Inghilterra, che ha discusso la sua teoria al Congresso Annuale dell’Associazione degli Anestesisti di Gran Bretagna ed Irlanda.
Pandit ha soprannominato questo stato “dysanaesthesia” ed ha dichiarato che la prova della sua esistenza deriva in parte da un recente studio condotto dal dott. Ian F. Russell, della Hull Royal Infirmary pubblicato sulla rivista Anaesthesia) nel quale 34 pazienti sono stati anestesizzati, con tutto il corpo paralizzato eccetto l’avambraccio, cosa che gli ha permesso di muovere le dita in risposta a comandi, o per segnalare di essere svegli, o di sentire dolore durante l’operazione: due terzi dei pazienti hanno mosso le dita a seguito di richiesta, anche se erano sotto anestesia.
anestezija1Quello che è straordinario è che muovono le dita solo se viene richiesto. Nessuno dei pazienti ha risposto all’operazione chirurgica. Presumibilmente non avvertono dolore,” sostiene il dott. Pandit.
Di norma, i pazienti sotto anestesia vengono costantemente monitorati, e se necessario vengono somministrate dosi maggiori per mantenere lo stato di incoscienza. Il dibattito quindi si sposta sulle modalità di monitoraggio. Ai pazienti che hanno mosso le dita, è stato somministrato altro anestetico perché quel movimento è stato considerato come un segnale di stato di coscienza. Comunque, per il dott. Pandit quei pazienti non erano coscienti nel senso proprio del termine: “Il fatto che abbiano risposto ad un comando e non si siano mossi spontaneamente dimostra che la loro condizione mentale era diversa dalla normale coscienza.”
L’ipotesi di Pandit potrebbe servire come base per sviluppare dispositivi di monitoraggio migliori in futuro. Sebbene la dysanaesthesia possa sembrare innocua, secondo l’anestesista inglese potrebbe essere un precursore di coscienza vera e propria durante le operazioni chirurgiche, connessa alla percezione di dolore.