Salute: presentato a Roma il progetto di un network europeo per il test genetico sul linfedema

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LINFEDEMA - CopiaIl fondatore dell’Istituto di Genetica Magi’s Lab, Matteo Bertelli,  nel corso del congresso mondiale di linfologia, che si svolge da oggi a venerdì a Roma, presenta il progetto di un network europeo per il test genetico sul linfedema. Nel suo intervento,  Bertelli presenterà una relazione sulla creazione di una rete di linfologi europei in grado di offrire il test genetico a tutti i malati che vivono nei diversi Paesi membri. Mercoledì pomeriggio, poi, in programma una meeting di una “task force” europea per lo studio genetico del linfedema primario. “Ad oggi, in Europa sono presenti solo 4 i centri che eseguono il test genetico sul linfedema – spiega Bertelli -. In Italia l’unico centro al quale rivolgersi è Magi, a Rovereto (Trento), gli altri si trovano a Londra, Bruxelles e Parigi; addirittura in molti Paesi i pazienti non hanno la possibilità di accedere al test. Questo determina una grave situazione sia per i pazienti che per i clinici e i ricercatori: vogliamo quindi costituire una rete europea, che risponda a questa grave carenza e che potrebbe essere coordinato dalla Società scientifica europea di linfologia”. Da 1 ottobre entra in vigore la Sanità europea, che consente ad ogni cittadino di richiedere le cure mediche dove vuole e questo significa che il Sistema sanitario nazionale avrà presto dei costi molto alti da affrontare. “L’idea, è quella di costruire un Piano di Assistenza Sanitaria Europea identificando, per singola patologia i centri dove possono essere richiesti specifici esami o mantenendo una continuità assistenziale fra il medico inviante e il Centro dove si riceve la prestazione d’eccellenza – ha proseguito Bertelli -. E’ urgente che il Ministero della Salute, per primo, metta l’attenzione sulle tante problematiche che si devono affrontare quotidianamente e dobbiamo fare in modo, dove possibile, che i pazienti si non si spostino dal luogo di residenza come invece accade per il test genetico. Dobbiamo agire nel solco tracciato dalle Linee Guida europee che prestano grande attenzione al paziente, chiedendo ai Paesi membri di legiferare in modo tale che non siano i malati a doversi spostare, bensì i campioni da analizzare.”