Salute: quando parlare è un tabù che può condurre all’isolamento sociale

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ALITOSI 1 - CopiaSi narra che Plinio il Vecchio, per combattere lo sgradevole disturbo di cui vi parlerò, utilizzasse cenere di testa di lepre e denti di asina, latte d’asina, polvere di corna di cervo e pietra pomice, dal noto potere abrasivo, e che Caterina Sforza, per avere un alito sempre profumato, impiegasse scorza di cedro, noce moscata, chiodi di garofano e cannella polverizzata, impastando il tutto col vino. “Et vederai et sentirai miracoli”…sono queste le sue parole! Per alitosi (o bromopnea) si intende l’odore sgradevole proveniente nel 90% dei casi dalla cavità orale, ricca di gas provenienti da circa 300 batteri che metabolizzano i residui alimentari e cellulari, producendo composti solforati (idrogeno solforato, metantiolo), acidi grassi a catena corta (acido burrico e propionico), ammine biogene (putrescina e cadaverina). Si tratta di sostanze volatili che vengono trasportate all’esterno grazie all’espirazione e durante la fonazione, sprigionando il cattivo odore.

ALITOSI 2 - CopiaIn passato gli studi sull’alitosi sono stati spesso ridicolizzati, ma purtroppo si tratta di un disturbo molto più frequente di quanto si creda: inteso come transitorio di aspetti fisiologici e para-fisiologici, esso è presente nel 100% della popolazione, mentre, considerato come sintomo di patologia, la sua incidenza, in base al campione considerato, oscilla tra il 20 e il 60%. Oltre all‘alito cattivo che proviene dal cavo orale, vi è quello proveniente dalla circolazione sanguigna, che giunge alla bocca tramite i polmoni. Se l’alito puzza di pesce marcio, potrebbero esserci problemi metabolici in corso ( la colina, una sostanza molto importante per il metabolismo dei grassi, potrebbe non essere completamente decomposta). La puzza d’urina può essere un sintomo di diabete, il fetore di topo potrebbe sottendere un disturbo della cistifellea, mentre il tanfo di cadavere in putrefazione potrebbe essere legato ad un problema polmonare.

ALITOSI COPPIA - CopiaL’alitosi non fa distinzioni di genere e potrebbe avere notevoli implicazioni sociali, psicologiche e personali, generando una carenza d’autostima e compromettendo la vita di coppia al punto da far scoppiare una relazione o, ancor peggio, impedirne l’instaurazione. Si parla di alitosi transitoria se l’alito cambia improvvisamente odore ed il problema persiste da qualche ora a pochi giorni. Ciò può essere causato da:

  • abitudini alimentari scorrette (alimenti ricchi di zolfo: cipolla, aglio, porro, cavolo, uovo, peperoni, spezie, in particolare curry) rendono pesante il nostro alito fino a che questi elementi non vengono eliminati completamente dal nostro organismo
  • CARIEEEEE - Copiacattiva igiene orale (denti puliti poco e male, trascurando del tutto le aree della bocca più difficilmente accessibili)
  • malattie gengivali e  dentali ( gengiviti e parodontiti, sanguinamento, carie dentale e ascessi dovuti all’accumulo di placca e tartaro sui denti che col tempo portano al deterioramento delle gengive, le quali si ritirano, scoprendo le radici dei denti)
  • fumo
  • assunzione di alcool
  • assunzione di farmaci (antidepressivi, antistaminici, antipertensivi, diuretici, ansiolitici)
  • lunghi periodi di digiuno ( la frequenza dei pasti, il processo di autodetersione svolto dalla saliva e dal ciboed i meccanismi di masticazione allontanano i batteri e i materiali utilizzati da essi)
  • lingua bianca( i batteri che la popolano producono gas maleodoranti derivanti dalla decomposizione delle proteine presenti in saliva, muco e cibo)
  • secchezza della bocca (xerostomia): la saliva ha l’importante compito di detergere la bocca, per cui se essa, a causa dell’alitosi cronica, è poca, aumenta il rischio di carie e infezioni
  • tonsilloliti ( corpuscoli piccoli e maleodoranti bianco-giallastri nelle cripte tonsillari)
  • stress ( l’adrenalina, l’ormone prodotto durante questo periodo, diminuendo la salivazione, provoca la secchezza della bocca e il cattivo odore)
  • malattie più gravi a stomaco ed esofago ( malattia da reflusso gastroesofageo, problemi a fegato e reni, alcuni tipi di tumore)

 

SPAZZOLINI - CopiaVediamo ora come eliminare l’alitosi:

  • innanzitutto, attraverso una corretta igiene orale, quindi, lavando accuratamente i denti per 3 volte al giorno per eliminare i batteri ed i pezzettini di cibo che si depositano in nicchie e fessure della bocca, decomponendosi
  • utilizzare il filo interdentale per rimuovere il cibo incastrato nei denti,
  • lavare anche la lingua con un apposito puliscilingua, con la punta di un cucchiaio o più semplicemente con lo spazzolino
  • sciacquare i denti con acqua e bicarbonato dopo averli spazzolati

 

  • GOMME MASTICARE - Copiaassumere alimenti ricchi d’acqua (verdure, ortaggi, frutta) : cetrioli, uva, zucchine e carote, che favoriscono la produzione di saliva e la freschezza dell’alito. Ricordate che i mirtilli rossi combattono i batteri localizzati sulla superficie del tessuto, prima che si attacchino ai denti, il succo di mirtilli previene la carie e la formazione della placca, il sedano, data la sua consistenza fibrosa, rimuove le particelle di cibo rimaste sui denti e sulla lingua, lo yogurt distrugge i batteri,combatte la carie, la placca e la gengivite
  • se state facendo una dieta a basso apporto di carboidrati, potete avere il respiro chetonico: mentre il vostro corpo consuma grassi al posto di carboidrati per generare energia, crea dei chetoni, alcuni dei quali, rilasciati in bocca, puzzano! Se scegliete una dieta a basso apporto di carboidrati o se state digiunando per motivi religiosi, potete aggiungere ad essa alimenti ad alto contenuto di carboidrati, mangiando una banana o mela
  • bevete molta acqua per sciaquare la bocca
  • gomme da masticare stimolano la produzione di saliva, tranne quelle alla menta, che coprono solo il cattivo odore. Preferite gomme alla cannella, che riducono i batteri o quelle che utilizzano lo xilitolo come dolcificante che, essendo un succedaneo dello zucchero, previene la proliferazione batterica nella bocca.

L’alitosi non deve essere un disturbo oggetto di scherno, in quanto può limitare drasticamente i rapporti interpersonali, inducendo chi ne soffre ad evitare il più possibile contatti troppo ravvicinati con amici, colleghi di lavoro, partner, giungendo, nei casi più estremi, all’isolamento sociale.