Secondo i dati del nono Rapporto Cedap, sull’evento nascita in Italia, pubblicati dal Ministero della Salute e relativi all’anno 2010, il numero delle nascite sta calando in Italia, così come, anche se di poco, il ricorso al cesareo. Il numero dei parti presso ospedali pubblici, l’età media delle madri e il numero di bimbi nati vivi, invece, aumentano. Sempre meno i nuovi nati: 554.428 a fronte dei 557.300 dell’anno precedente e in 1,38 gravidanze su 100 sono venuti al mondo grazie alla procreazione medicalmente assistita. Si rivolgono al pubblico l’88,2 delle mamme, dato in aumento a fronte dell’87,7% dell’anno precedente. L’11,8% sceglie invece le case di cura e solo 0,1% altri luoghi, in genere il proprio domicilio. La loro età media continua, lentamente, a crescere: l’età media delle puerpere è ora di 32,6 anni per le italiane mentre scende a 29,3 per le cittadine straniere. Il primo figlio invece arriva in genere oltre i 31 anni per le italiane, ma con sensibili variazioni regionali, e 28 per le cittadine straniere. Straniere che sempre più spesso partoriscono in Italia, passando dal 18% sul totale dei parti nel 2009 al 18,3% nel 2010, con picchi in Emilia Romagna e Lombardia, dove rappresentano il 28%. Il cesareo resta uno dei punti critici del “percorso nascita” e si attesta al 37,5%, mezzo punto percentuale in meno rispetto a quanto rilevato dal precedente rapporto. Il dato, ancora sopra la media europea e sopra il tasso consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, raggiunge picchi altissimi specie nelle cliniche private, dove avviene nel 58,3% dei parti contro il 34,6% dei parti che avvengono nel pubblico. La tendenza è comunque positiva, come quella che indica il tipo di ospedale prescelto. Cresce, infatti, il numero di chi si rivolge a strutture dove avvengono almeno 1000 parti annui: sono il 67,9%, nel 2009 erano il 66,7%. In calo i parti che invece hanno luogo in ospedali che ne effettuano meno di 500, e dunque considerati più a rischio perché meno adatte ad affrontare eventuali emergenze: sono 7,1% mentre nel 2009 erano 7,9%. Nonostante cresca l’età media delle madri, cala il numero delle amniocentesi, ne sono state effettuate 13,6 ogni 100 parti, a fronte delle 14,2 registrate dal precedente rapporto. Ma non sono segno di mancata attenzione al periodo più delicato per eccellenza, tutt’altro. Resta alto e stabile, anche rispetto alla media europea, il numero dei controlli effettuati in gravidanza: nell’84,6% dei casi il numero di visite ostetriche è superiore a 4 e nel 73,2% delle gravidanze si effettuano più di 3 ecografie. Anche in conseguenza di questo, scende il tasso di mortalità natale, nel 2010 sono stati rilevati 1.510 nati morti, pari a 2,72 nati morti ogni 1.000 nati, nel 2009 erano il 2,83. Attuare una corretta politica sanitaria “a favore delle adolescenti e delle donne in età fertile”, organizzare “strutture preposte al settore materno infantile” e definire “linee guida di alto livello scientifico”, ha dichiarato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sono misure che, “se correttamente e diffusamente adottate, concorrono alla realizzazione di un miglioramento della qualità, sicurezza e appropriatezza degli interventi e alla riduzione dei tagli cesarei”.
Salute: Rapporto Cedap, calano le nascite in Italia, ma aumenta età madri e numero bimbi nati vivi


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