Salute: Regno Unito, approvato test genetico tumore seno per evitare cicli chemioterapia inutili

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ONCOTYPE DX - CopiaIl servizio sanitario nazionale inglese ha approvato l’esame (Oncotype DX), un test genetico che promette di evitare a migliaia di donne operate per un tumore al seno cicli di chemioterapia che potrebbero rivelarsi inutili.  Esso verra’ messo a disposizione negli ospedali del Regno Unito. La notizia, che rimbalza in queste ore sui media d’Oltremanica, potrebbe rappresentare un altro giro di boa nella lotta contro il big killer in rosa. Per molte pazienti l’asportazione del cancro al seno e’ solo una parte della strada da percorrere per sconfiggere il tumore. A volte, infatti, le cellule malate si staccano e vanno ad annidarsi in altre parti del corpo. Delle donne che in Gb si ammalano di cancro al seno ogni anno, un quarto (quasi 10 mila), hanno un ‘rischio intermedio’ che il tumore si propaghi. Nel dubbio, le pazienti vengono sottoposte a un’altro ciclo di chemio, che puo’ durare dai 3 ai 6 mesi. Secondo gli esperti, il nuovo test puo’ salvare la meta’ di queste donne (circa 5 mila) da un trattamento di cui potrebbero non avere bisogno, evitando le sofferenze sia fisiche che psicologiche che questo comporta: perdita di capelli, affaticamento, possibili danni gastrointestinali e altri effetti collaterali. Seimila pazienti si sono sottoposte al test nell’ambito di 15 trial clinici, e un terzo delle terapie somministrate hanno subito delle variazioni. Possono ‘accedere’ al test solo le donne con determinate caratteristiche, ad esempio con rischio intermedio che il tumore si estenda (i medici lo stabiliscono analizzando volume del cancro e la velocita’ di propagazione), e la cui forma di cancro sia a uno stadio iniziale. Oncotype Dx controlla 21 geni delle cellule tumorali, e su una scala da 1 a 100 indica le reali probabilita’ che la malattia proliferi rischiando di colonizzare l’organismo: sotto a 18 la donna e’ al sicuro, sopra a 31 no. Tra 18 e 31 la decisione di fare la chemio oppure no e’ a discrezione del medico. Ad oggi il test costa 2.580 sterline. Esistono gia’ delle versioni ‘low cost’, ma la loro efficacia deve essere ancora confermata prima che di raccomandarne l’utilizzo, sottolinea il National Institute for Health and Clinical Excellence (Nice) inglese, l’autorita’ deputata a valutare il rapporto costo-benefici di nuovi farmaci o esami. Kathi Apostolidis, vice presidente della European Cancer Patient Coalition con sede a Bruxelles, citata dal quotidiano britannico ‘Independent’, spiega che “la decisione di sottoporsi o meno a chemioterapia e’ un tema estremamente importante e difficile per i pazienti, non solo per gli effetti collaterali associati al trattamento, ma anche a causa del disagio per il paziente e la sua famiglia e la perdita di reddito a causa dei giorni di assenza dal lavoro. Consentire ai pazienti e ai loro medici di prendere decisioni piu’ personalizzate sul trattamento – aggiunge – puo’ contribuire a migliorare i risultati per il numero crescente di pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale in Europa”.