Il ricercatore Jan Semenza, esperto dell’European Center for Disease Control (Ecdc) in un’intervista a Scientific American, denuncia che tra gli effetti dei cambiamenti climatici ci potrebbe essere anche una carenza di sangue donato, soprattutto in Europa, legato alle malattie portate dagli insetti. Fino a questo momento, spiega, non si sono avuti casi di trasmissione di Dengue o West Nile dovuti a trasfusione, mentre ci sono stati report di leishmaniosi, una malattia una volta endemica solo in Sud America, Africa e Asia. ”I cambiamenti climatici hanno già portato diverse nuove minacce alla salute pubblica – sottolinea Semenza – e fra queste ci sono sicuramente i nuovi patogeni mai visti prima”. Le diverse banche del sangue, compresa quella italiana, stanno già correndo ai ripari, ad esempio prevedendo ai test per il virus West Nile sui donatori, o chiedendo a chi è stato esposto di aspettare prima di donare. Questo però sul lungo periodo può portare a carenze di sangue, come successo ad esempio in Grecia nel 2010 proprio a causa della febbre del Nilo. ”Inoltre ci sono dei problemi con i test – afferma Semenza – ad esempio dopo quanto tempo farli, visto che qualche malattia impiega mesi a comparire. Inoltre è difficile stabilire quali patogeni cercare senza aumentare troppo i costi”. Una soluzione, spiega l’articolo, potrebbe essere trattare le sacche preventivamente, con sostanze come vitamina B o blu di metilene, per inattivare i microrganismi, via già scelta da diversi stati come Svizzera, Spagna, Polonia e Gran Bretagna.
Salute: tra gli effetti dei cambiamenti climatici, meno donazioni di sangue per malattie trasmesse dagli insetti


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