Scende la prima ondata di freddo sulla Siberia orientale, arrivano le prime intense nevicate fra l’est della Jacuzia e il territorio di Chabarovsk

MeteoWeb

Roasavn181L’autunno inizia a compiere le prime importanti mosse lungo i vasti territori dell’Eurasia, in vista della ventura stagione invernale. Anche se il quadro barico sullo scacchiere europeo continuerà a presentare un pattern atmosferico più consono per il periodo tardo estivo, nonostante lo sviluppo di una sorta di configurazione ad “Omega”, con un robusto promontorio anticiclonico di blocco che dal vicino Atlantico protende la propria radice calda fin verso la Francia e l’Italia settentrionale, circondato su entrambi i lati da diverse circolazioni depressionarie, posizionate sia ad ovest (in pieno Atlantico) che ad est (sull’Europa orientale) della struttura anticiclonica, dove scorre il ramo discendente del “getto polare” che si versa fino al mar Nero. In queste ore le prime importanti nevicate della stagione autunnale stanno iniziando ad investire i vasti territori dell’altopiano della Siberia orientale, ricoprendo di bianco, con i primi accumuli di neve fresca fino a quote pianeggianti, fra le coste che si affacciano sul mare della Siberia Orientale, il versante settentrionale del monti Cerski e l’altopiano dell’Anadyr. Tutto merito dell’isolamento di una profonda circolazione depressionaria, a carattere freddo, con un minimo barico stimato sotto i 984-985 hpa, proprio sopra i monti Džugdžur (nel territorio di Chabarovsk),  nell’estremo oriente russo, a nord-est dell’isola di Sahalin, indotto da un progressivo abbassamento di latitudine del flusso perturbato principale all’altezza del comparto siberiano occidentale.

plot002_f48Questa profonda depressione, che rimarrà bloccata fra i monti Džugdžur e le coste che si affacciano sul freddo mar di Ohotsk,  verrà alimentata lungo il suo bordo più occidentale, nella Siberia orientale, dalla discesa di masse d’aria piuttosto fredde che vengono aspirate direttamente dal mar Glaciale Artico. Difatti, ad ovest della profonda depressione fredda, insiste un ampio nucleo anticiclonico dinamico, con massimi barici al suolo di oltre i 1025 hpa, che dalla Cina centrale si estende fino alla Mongolia e alla regione del lago Bajkal, dove vi apporta condizioni di tempo stabile, prevalentemente mite e soleggiato. Questo promontorio anticiclonico, al contempo, ergendosi con i propri elementi più settentrionali verso la Siberia meridionale, lungo il suo margine più orientale, li dove si attivano le sostenute correnti da NO e O-NO, favorirà la rapida discesa di un vasto blocco di aria fredda, di origine artica continentalizzata, tra la Siberia orientale e i territori dell’estremo oriente russo, affacciati al mar di Ohotsk.  L’aria piuttosto fredda richiamata dall’Artico russo e dal mare della Siberia Orientale, tramite l’attivazione di una tesa ventilazione nord-orientale, si verserà rapidamente su tutta la Siberia orientale, invadendo tutta l’area, tra monti Cerski e l’altopiano dell’Anadyr, con un nucleo di circa -10°C a 850 hpa pronto a scendere fin sul golfo di Selihov. Durante la discesa verso l’entroterra montuoso dell’estremo oriente russo le masse d’aria fredde, d’estrazione polare, si troveranno a contrastare l’aria molto più mite continentali, da Ovest e O-SO, che dal sud della Russia asiatica e dell’altopiano di Stanovoj si dirigeranno verso le coste dell’estremo oriente russo, scorrendo lungo il bordo più meridionale della profonda depressione extratropicale, in lento spostamento in direzione del mar di Ohotsk.

Roasavn482I forti contrasti termici che si verranno a determinare, fra le masse d’aria molto fredde in discesa da NO e O-NO, con le più miti correnti da Ovest e O-SO in azione fra l’altopiano di Stanovoj e le coste dell’estremo oriente russo, determineranno lo sviluppo di una diffusa nuvolosità che darà origine a estese precipitazioni, pronte ad assumere prevalente carattere nevoso fino a bassissima quota fra l’est della Jacuzia e il territorio di Chabarovsk, visto la discesa del nucleo freddo da NO, con isoterme sui -8°C -10°C a 850 hpa. Ma le nevicate più copiose, nel corso della settimana, cadranno proprio lungo il versante settentrionale dei monti Cerski, con importanti accumuli fin sulle sottostanti aree pianeggianti. Questo perché i sostenuti e freddi venti da NE e N-NE, richiamati dalla profonda depressione sull’estremo oriente russo, andranno ad impattare sul versante settentrionale dei monti Cerski, determinando una fitta nuvolosità da “stau” che darà luogo a precipitazioni nevose diffuse, anche di moderata o forte intensità, ed accompagnate anche da una fredda ventilazione settentrionale piuttosto vivace, dato il buon “gradiente barico orizzontale” che s’instaurerà fra l’area depressionaria centrata sul territorio di Chabarovsk e il promontorio anticiclonico fra Mongolia e la Cina centro-settentrionale. Queste prime significative nevicate accelereranno l’estensione del manto nevoso sull’Eurasia tanto che già dal prossimo weekend buona parte della Siberia orientale e le coste della Siberia centrale saranno innevate. Per molte di queste aree si tratterà del primo innevamento autunnale, dopo le ultime nevicate della scorsa primavera. I suoli innevati causeranno il primo importante raffreddamento dello strato d’aria presente nei bassi strati. Ciò, peraltro, causerà l’isolamento del primo “cuscinetto di aria piuttosto fredda”, presso il suolo, che spianerà la strada al grande raffreddamento tardo autunnale (raffreddamento pellicolare) che formerà il futuro anticiclone termico sulle vaste lande euro-asiatiche.

cursnow_asiaeurope