Sempre più impressionante l’ondata di calore che da giorni colpisce l’America meridionale: picchi di +42°C in Argentina, si scalda pure l’Antartide

A Catamarca il termometro ha sfiorato i +42°C
A Catamarca il termometro ha sfiorato i +42°C

Ormai non si trovano più aggettivi per definire l’eccezionale ondata di calore, fuori stagione, che da oltre una settimana attanaglia gran parte del territorio argentino, l’est della Bolivia ed il Paraguay, dove i termometri cominciano a varcare la soglia dei +40°C. Si tratta di una cifra a dir poco impressionante per la prima parte di Settembre, che solitamente sancisce la fine dell’inverno australe. Quest’anno però, nel giro di sole 24-48 ore, in molte zone dell’Argentina centro-settentrionale e del Paraguay si è passati da condizioni climatiche fredde e prettamente invernali, a situazioni più consone per la stagione estiva, con sbalzi termici di oltre i +25°C +30°C nel giro di pochi giorni. Ma l’incredibile rialzo termico sperimentato nel corso del weekend appena trascorso presenta va ben oltre ai repentini mutamenti termici che accompagnano l’avvento della stagione primaverile. Basti pensare che nel nord dell’Argentina la colonnina di mercurio, molto precocemente rispetto alla normale tabella di marcia per il periodo, ha sfiorato il fatidico muro dei +40°C all’ombra. Nelle ultime 48 ore si è fatto di molto meglio, tanto che agli oltre 400 metri di Catamarca è stata registrata una temperatura massima che per pochi decimi ha sfiorato i +42°C all’ombra. Il caldo è divenuto soffocante persino nella stessa città di Cordoba, con temperature massime che hanno superato la soglia dei +39°C +40°C. La stazione meteorologica dell’aeroporto di Cordoba ha segnato una temperature massima di ben +40°C, a circa 500 metri di altezza. In città, sempre più calda essendo ubicata poco più in basso dell’aeroporto, i +40°C sono stati nettamente superati in più punti. Temperature cosi elevate nel mese di Settembre sono davvero impressionanti, specie se archiviate sul finire della stagione invernale, dopo l’intensa ondata di freddo di fine Agosto che ha portato abbondanti nevicate fin sui rilievi del Brasile meridionale.

xvumvfuo-1302963070-bgIl ripristino di condizioni prettamente anticicloniche sulle ampie distese continentali sud-americane, con un soleggiamento sempre più intenso e ininterrotto durante le ore diurne, assieme alla stagnazione di masse d’aria piuttosto secche nei bassi strati, sta determinando questa brusca scaldata sull’area tropicale e sub-tropicale, dove giorno dopo giorno le temperature si portano a cavallo dei +38°C +40°C, con picchi di oltre i +43°C +44°C sul bassopiano della Bolivia orientale e nell’arida regione del Chaco. La persistenza di questo robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale, contraddistinto da aria calda e molto secca alle quote superiori della troposfera, che oltre a far aumentare i valori di geopotenziale in quota, ha prodotto significative “Subsidenze atmosferiche” che hanno compresso l’aria verso i bassi strati, scaldandola ulteriormente per l’azione della “compressione adiabatica”. Le masse d’aria già particolarmente calde in origine, venendo scaldate ulteriormente dalla “compressione adiabatica”, hanno generato una intensa ondata di calore che ha fatto impennare di botto le temperature, oltre il muro dei +40°C. Non è da me la sorprendente scaldata che da alcuni giorni interessa alcune aree del Plateau antartico, a seguito di forti avvezioni, provenienti dalle latitudini oceaniche, che riescono a erodere lo spesso strato d’inversione termica, indotto dall’”Albedo”, preesistente sulle zone più interne del Polo Sud.

16408337_buco-ozono-record-in-artico-come-quello-in-antartide-0In molte basi, localizzate nel cuore del Plateau, le temperature si sono portate nettamente sopra le medie stagionali, con scarti di oltre +20°C +25°C rispetto alle medie del periodo. In alcuni casi il rapido ingresso delle miti masse d’aria, d’estrazione temperata oceanica, pilotate da profonde depressioni extratropicali in rapido approfondimento davanti le coste antartiche, è stato talmente fulmineo da spingere i valori termici a soli -20°C -30°C, grazie anche ad un temporaneo rinforzo della ventilazione che ha contribuito a scalfire l’inversione termica preesistente in queste aree. In genere l’indebolimento delle forti correnti occidentali, le meglio note “Westerlies”, che dominano sui mari sub-antartici, alimentate dal perenne “gradiente termico” e di “geopotenziale” esistente fra la Calotta antartica (molto gelida) e i mari che la circondano (molto più caldi), aumenta gli scambi di calore fra polo e tropici, che diventano sempre più veloci, scorrendo lungo i meridiani attorno i grandi “Centri d‘Azione“ (robusti promontori anticiclonici) che si distendono su posizioni più meridiane. Ciò fa schizzare verso l’alto il valore dell’indice SAM (“Southern Annular Mode-Antartic Oscillation”) che contribuisce a pilotare verso le coste antartiche correnti di aria molto mite, di origine temperata oceanica, che in un secondo momento riescono a penetrare all’interno del Plateau, generando questi sensibili rialzi termici nel cuore del Polo Sud.

465c6db20b9bdd4ae252a3790da570be_1MDi tutta risposta, mentre il Plateau antartico si inizia a riempire di aria mite di matrice oceanica, che si intrufola dentro il continente antartico rompendo lo strato di inversione termica, l’aria molto gelida e pesante preesistente sull’entroterra interno viene scalzata verso l’esterno da quella più calda in entrata, sobbalzando rapidamente verso le aree costiere e i mari sub-antartici, tramite l’attivazione dei fortissimi venti “Catabatici” che possono divenire anche particolarmente violenti, con raffiche ad oltre 200 km/h. Questi flussi gelidi escono a gran velocità dall’Antartide per risalire lungo i meridiani verso latitudini superiori, generando bruschi ma brevi raffreddamenti tra l’area sud-americana, la Nuova Zelanda e l’Australia meridionale, con cali termici davvero incredibili per la stagione estiva. Intanto nei prossimi giorni il caldo potrebbe intensificarsi ulteriormente, con nuovi picchi di oltre i +40°C +42°C all’ombra fra Argentina settentrionale, Paraguay e Bolivia orientale.