Dopo l’intensa ondata di freddo di fine Agosto, che ha riportato la neve a bassa quota sui rilievi del Rio Grande do Sul, Settembre esordisce all’insegna del caldo estremo in gran parte dell’America meridionale, con i termometri che sono tornati a varcare la soglia dei +40°C all’ombra fra Bolivia e Argentina settentrionale. Il ripristino di condizioni prettamente anticicloniche sulle ampie distese continentali sud-americane, con un soleggiamento sempre più intenso e ininterrotto durante le ore diurne, assieme alla stagnazione di masse d’aria piuttosto secche nei bassi strati, sta determinando una brusca scaldata sull’area tropicale, dove giorno dopo giorno le temperature si portano a cavallo dei +38°C +40°C, con picchi di oltre i +42°C sul bassopiano della Bolivia orientale e nell’arida regione del Chaco. La persistenza di questo robusto promontorio anticiclonico sub-tropicale, contraddistinto da aria calda e molto secca alle quote superiori della troposfera, che oltre a far aumentare i valori di geopotenziale in quota, ha prodotto significative “Subsidenze atmosferiche” che hanno compresso l’aria verso i bassi strati, scaldandola ulteriormente per l’azione della “compressione adiabatica”. Le masse d’aria già particolarmente calde in origine, venendo scaldate ulteriormente dalla “compressione adiabatica”, hanno generato una intensa ondata di calore che ha fatto impennare di botto le temperature, oltre il muro dei +40°C.
Tra i valori delle temperature massime più elevate spicca il dato di Villamontes, nel bassopiano boliviano orientale, che ha fatto registrare un valore a dir poco impressionante di ben +44.0°C. Temperature cosi elevate, ben oltre la fatidica soglia dei +40°C all’ombra, sono veramente eccezionali per il mese di Settembre. Anche per una località particolarmente estrema, dal punto di vista termico, come Villamontes, si tratta di un dato straordinario per la prima decade di Settembre. I +44.0°C di Villamontes inoltre rappresentano la temperatura più elevata raggiunta in sud-America dopo la fine della stagione invernale. Sempre sulle estese distese pianeggianti della Bolivia orientale il muro dei +39°C +40°C è stato eguagliato o superato in altre località. Ma il caldo estremo, per il mese di Settembre, sta colpendo anche il Paraguay e l’Argentina centro-settentrionale, dove i termometri hanno ormai oltrepassato la soglia dei +35°C +37°C, con picchi prossimi ai +38°C +39°C. In particolare nel nord dell’Argentina, in piena area sub-tropicale, alcune città e località, nel corso del fine settimana, hanno addirittura sfiorato, per pochi decimi, i +40°C all’ombra, generalmente più consoni per la stagione estiva.
Notevolissima la massima di +39.4°C raggiunta da Santiago del Estero, una delle temperature più alte mai raggiunte a Settembre nei territori dell’Argentina settentrionale. Ormai è come se l’estate sia giunta all’improvviso, scacciando di colpo gli ultimi scampoli freddi della stagione invernale. Punte di oltre i +32°C +33°C si sono raggiunte anche più a sud, nell’Argentina centrale e lungo la Pampa. Pensare che fino ad una settimana addietro nelle stesse aree si archiviavano intense gelate, con minime da inversione di -4°C -6°C. Ma quello che stupisce maggiormente è proprio la persistenza di questa configurazione barica di blocco distesa su gran parte del territorio sud-americano, che continuerà ad alimentare l’intensa ondata di calore anche nei prossimi giorni, con un probabile nuovo e ulteriore aumento dei valori termici. Difatti, già a partire dalla nuova settimana il caldo andrà ulteriormente ad intensificarsi, specie fra il bassopiano boliviano, il Paraguay e l’Argentina settentrionale. Le temperature più elevate, con picchi pronti a sfondare la soglia dei +40°C +42°C, si registreranno sulla regione del Chaco e sul bassopiano della Bolivia orientale, già notevolmente arroventate dall’ininterrotto soleggiamento di questi ultimi giorni.
Anche nel vicino Paraguay e sugli stati del Brasile centro-meridionale la colonnina di mercurio ormai punterà verso la fatidica soglia dei +38°C +40°C all’ombra, mentre punte di oltre +35°C +36°C si toccheranno sul nord dell’Argentina, localmente anche +37°C +38°C nell’estremo nord, dove si assaporerà un clima insolitamente caldo per il mese di Settembre. Già in molte città argentine la popolazione si è dovuta arrangiare a questi repentini sbalzi termici, passando in pochi giorni dai maglioni pesanti alle magliette con le maniche corte ed i pantaloncini. Le fredde e umide correnti zonali rimarranno attive sotto i 40° – 45° di latitudine sud, investendo in pieno il Cile meridionale, la Patagonia e la Terra del Fuoco, dove la sostenuta ventilazione occidentale ed il continuo transito di sistemi frontali e associate circolazioni depressionarie extratropicali (collegate al flusso perturbato principale che scorre attorno le coste antartiche), fra Pacifico e Atlantico meridionale, darà luogo anche a piogge e nevicate fino a bassa quota sulle Ande cilene meridionali, inframmezzate da brevi pause soleggiate, molto ampie lungo la Patagonia che rimane sottovento al flusso portante delle “Westerlies” australi.


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