Una importantissima scoperta archeologica è stata compiuta sabato scorso a Tarquinia (Lazio), presso la necropoli etrusca della Doganaccia. Una tomba etrusca arrivata fino a noi completamente sigillata, è stata aperta per la prima volta dopo 2700 anni. Al di là del grosso masso che chiudeva l’entrata, nell’ambiente sotterraneo scavato nel terreno, è stato scoperto lo scheletro di un giovane principe etrusco. Accanto al suo scheletro sono state rinvenute le fibule d’oro che tenevano il mantello, mentre nella tomba sono state rinvenute altre meraviglie. Un giavellotto e una lancia, gioielli d’oro, un unguentario ancora affisso alla parete (altri oggetti che erano stati appesi alle pareti sono caduti nel corso dei millenni), un ariballo (vasetto che veniva usato per contenere olii profumati), bacili di rame votivi, e altri oggetti ottimamente conservati.
La scoperta del sepolcro è destinata a restare fra i rinvenimenti più importanti a livello mondiale, sia per l’importanza della tomba, sia per il fatto che mai nessuno prima d’oggi l’aveva aperta. Molte altre tombe etrusche hanno invece subito nei secoli, sopratutto gli ultimi, saccheggi da parte di tombaroli o crolli dovuti al deterioramento della roccia in cui venivano scavati (quasi sempre materiale vulcanico, che nell’area della Tuscia abbonda). In particolare quella aperta sabato scorso era la prima tomba inviolata ad essere trovata dopo 30 anni.
Erano diversi anni che i ricercatori dell’Università di Torino e della Sovrintendenza per i Beni archeologici dell’Etruria meridionale, lavoravano al recupero del sepolcro.
La tomba risale al VI-VII secolo a.C., e gli studi che verranno fatti sui suoi reperti oltre che sullo scheletro del principe-guerriero, porteranno molto probabilmente a nuove incredibili scoperte che aumenteranno le nostre conoscenze sul popolo etrusco.
La zona di Tarquinia si conferma dunque un tesoro continuo di conoscenza nei confronti di questa antica civiltà: la necropoli di Tarquinia, che si estende per ben 750 ettari nei pressi della cittadina laziale, è stata dichiarata nel 2004 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, per l’enorme quantità di tombe etrusche affrescate che vi si trovano. Anche la tomba rinvenuta sabato scorso è affrescata. Queste pitture sono importantissime per ricostruire costumi, abitudini, cultura di quel popolo, di cui si sa molto poco in confronto ad esempio agli antichi romani o greci.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?