E’ la Toscana il modello nazionale della prevenzione antisismica. La conferma e’ arrivata nel corso di una sessione scientifica a Geoitalia 2013, il nono forum nazionale delle Scienze della terra, che ha focalizzato l’attenzione sui recenti terremoti che hanno colpito la Garfagnana e la Lunigiana. ”L’ultimo evento sismico – ha sottolineato Gianluca Valensise dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – ha dimostrato che il lavoro della Regione e’ stato efficace e puo’ essere indicato come un primato italiano assoluto”. L’adeguamento degli edifici pubblici e privati, ha aggiunto, ”alla prova dei fatti ha mostrato la sua efficacia e a fronte di un terremoto di magnitudo 5.2 i danni sono stati praticamente nulli”. ”Il nostro studio pero’ – ha concluso Valensise – si e’ concentrato anche sull’individuazione dei luoghi dove potrebbero verificarsi altri eventi sismici rilevanti: siamo infatti in grado di dire con grande precisione dove cio’ avverra’ riuscendo a fornire strumenti utili alla politica per compiere interventi circoscritti ove destinare le poche risorse finanziarie a disposizione”. Infine, Maurizio Ferrini, gia’ dirigente del servizio sismico regionale toscano ha ricordato che occorre continuare a lavorare anche ”sulla consapevolezza collettiva, perche’ hanno avuto un impatto mediatico maggiore i 27 morti della scuola di San Giuliano di Puglia, piuttosto che le migliaia di vittime dell’Irpinia o del Friuli o i 300 morti dell’Aquila”. ”Gli alunni di San Giuliano infatti – ha concluso – sono la prova piu’ tremenda di cio’ che si deve fare: adeguare gli edifici pubblici a resistere di piu’ e meglio agli eventi sismici. Se quella scuola avesse subito gli interventi fatti negli anni passati in Toscana, quei bambini non sarebbero morti”.
Terremoti: la Toscana “modello” per la prevenzione antisismica


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