Il Centro Funzionale della Protezione Civile del Veneto ha dichiarato lo stato di ‘attenzione e pre-allarme’ per rischio idrogeologico in relazione all’evoluzione meteo prevista fino a domani sulla regione. La dichiarazione – spuega una nota – riguarda a livello locale, in caso di fenomeni intensi, i bacini Vene-A (BL Alto Piave), Vene-B (VI-BL-TV Alto Brenta – Bacchiglione) e Vene-C (VR-VI Adige – Garda e monti Lessini). La dichiarazione ha validita’ dalle ore 14 di oggi alle ore 14 di domani, giovedi’ 24 ottobre.
Intanto nelle citta’ i termosifoni restano chiusi e in montagna le temperature minime sono tipicamente estive, anche 10 gradi oltre le medie del periodo. E’ il quadro decisamente anomalo, sotto il profilo termico, di questo finale di ottobre contrassegnato in Veneto, come nel resto d’Italia, dall’afflusso di aria mite da sud-ovest, spinta direttamente dall’anticiclone nordafricano. In montagna, secondo i dati dell’Arpav, le minime della scorsa notte hanno mostrato un lieve ulteriore aumento rispetto a ieri, su valori mediamente superiori di 6 gradi alla norma in quota e ben 8 nel fondovalle. Ad Agordo la minima di 12 gradi e’ risultata 10 gradi piu’ alta del normale (+2). Ancje localita’ piuttosto fredde come Asiago o Cortina d’Ampezzo hanno registrato minime tutt’altro che autunnali, intorno ai 9 gradi. Un’anomali sulla quale ha influito anche la nuvolosita’ notturna che ha impedito il raffreddamento del suolo e quindi anche dell’aria.


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