Alluvione Ginosa (TA), allarme dei geologi: “questo territorio deve essere messo in sicurezza”

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ginosa“Il territorio pugliese come quello di tutta l’Italia in queste ore sta dimostrando la sua fragilita’ ed esposizione alla pericolosita’ idraulica e geomorfologica”. Lo dichiara Giovanni Calcagni, consigliere nazionale dell’Ordine dei geologi, riferendosi al nubifragio di Ginosa e Ginosa Marina che ha causato ingenti danni e vittime (tre i morti accertati al momento e si teme molto per un altro disperso). Secondo Calcagni, “oggi come ieri possiamo solo esprimere un forte rammarico e cordoglio per le vite umane spezzate, vite di concittadini che nella loro quotidianita’ si sentivano protetti da uno Stato e da tutti quegli enti preposti alla gestione del territorio. Lo sforzo di questi anni non e’ bastato”.
ginosa alluvioneE aggiunge: “L’elenco delle alluvioni nel Tarantino nell’ultimo decennio e’ lungo: settembre 2003, novembre 2004, marzo 2011, settembre 2011, ottobre 2012 solo per citare alcune delle piu’ disastrose con effetti su beni e persone. Purtroppo a 50 anni dal Vajont l’Italia ha ancora tanto da imparare”. Secondo Salvatore Valletta, presidente dell’Ordine geologi della Puglia, “il territorio pugliese non e’ per nulla scevro da specifiche vulnerabilita’ geoambientali”. E quindi, aggiunge Valletta, “le politiche nazionali e regionali devono intervenire in tempi brevi e con azioni incisive: istituire il Servizio geologico regionale; rispettare le pericolosita’ individuate dagli enti sovraterritoriali come le Autorita’ di bacino e aggiornare i Piani comunali di protezione civile; ripristinare in tempi rapidi il Comitato tecnico dell’Autorita’ della Puglia che una legge regionale frettolosa ha abrogato lo scorso luglio”. Altre richieste dei geologi pugliesi sono: “Progettare in termini interdisciplinari sempre e comunque nel rispetto delle unita’ fisiografiche come i bacini idrografici e degli equilibri intrinseci del territorio in cui si interviene; imporre una urbanizzazione con la progettazione delle grandi opere che siano compatibili con le caratteristiche del territorio e non viceversa; operare rispettando i piani sovraordinati che guardano al territorio come area vasta; istituire i presidi territoriali sotto una regia sopra territoriale in modo da far si che si operi in termini di previsione e prevenzione”