Ambiente: dalle foreste italiane si possono ottenere 3 milioni di “tep” l’anno senza ferirle

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Foresta“Dalle foreste nazionali – dal taglio di legna dei boschi cedui, dalla raccolta dei residui della cura e dei tagli delle fustaie, dal taglio di legna e dai filari – si possono ottenere 3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (tep) l’anno, senza ferire le foreste e mantenendo le necessarie misura di salvaguardia e protezione della biodiversita’. Questa quantita’ e’ pari all’1,6% circa dei consumi energetici nazionali, che, nel 2012, si sono attestati intorno a 178 milioni di tep equivalenti, in lieve calo rispetto al 2011 per effetto della crisi economica”. Questi, in sintesi, i dati emersi nel corso della conferenza nazionale ‘Quanta energia possiamo sottrarre dalle foreste senza ferirle? Il caso del Lazio’, in corso oggi a Roma e organizzata dall’Ispra, in collaborazione con la Regione Lazio, per presentare i risultati del progetto Ue ‘Proforbiomed’, finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) della Commissione europea, all’interno del programma Med ‘Improving of the energy efficiency and promotion of renewable energy sources’, in cui Ispra partecipa come partner. La legna di provenienza forestale “rappresenta una quota significativa del totale della bioenergia- spiega l’Ispra- Per bioenergia si intende l’energia derivante da diverse forme di biomassa: legna prelevata dai boschi, residui delle potatura di frutteti e colture erbacee, residui dell’industria del legno e dell’agro-industria”. La bioenergia in Italia “contribuisce per 5,2 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti al consumo interno lordo, una quantita’ che corrisponde a poco meno del 3% del totale- rileva l’Ispra- la bioenergia rimane tuttora una delle principali forme di energia rinnovabile”. “La superficie forestale italiana continua ad aumentare e ha superato i 10,5 milioni di ettari. Dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi, le foreste sono pressoche’ raddoppiate. Ormai oltre un terzo (34,7%) della superficie nazionale e’ coperta da boschi, una percentuale paragonabile a quelle di altri Paesi del centro e nord Europa. Questa trasformazione e’ legata sia a interventi attivi di creazione di nuovi boschi (afforestazione e riforestazione), sia – soprattutto – a processi naturali di espansione del bosco su coltivi e pascoli abbandonati in zone di collina e montagna”. Questi altri dati emersi oggi nel corso della conferenza nazionale ‘Quanta energia possiamo sottrarre dalle foreste senza ferirle? Il caso del Lazio’, promossa dall’Ispra. Il progetto, “intende promuovere l’uso della biomassa come fonte rinnovabili di energia, attraverso lo sviluppo di una strategia integrata di uso sostenibile della biomassa forestale nell’area mediterranea- spiega l’Ispra- elementi chiave di questa strategia sono il recupero e la valorizzazione del potenziale di biomassa forestale inutilizzato e il coinvolgimento degli attori in qualche modo coinvolti nell’intera filiera, che va dalla gestione forestale all’uso finale dell’energia”. Lo studio Ispra, infine, suggerisce di “perseguire lo sviluppo di filiere corte, integrate e su piccola scala, per la produzione e l’impiego di biomasse, poiche´ cio` potrebbe avere ricadute migliori sul piano della sostenibilita` economica, ecologica e sul controllo sociale delle fonti energetiche e una riduzione dei costi ambientali legati al trasporto del combustibile biomassa legnosa”.