Animali appartenenti a specie diverse possono vivere insieme? Ce lo spiega l’etologia!

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ETOLOGIA COPERTINA - CopiaAristotele fu il primo a ideare un modo di catalogare i viventi basato sull’osservazione delle loro caratteristiche e sullo studio non solo delle loro forme esterne, ma anche della loro anatomia, ossia della conformazione dei loro organi interni. Dai testi giunti sino a noi, apprendiamo che Aristotele descrisse circa 500 animali, accompagnando le sue descrizioni con disegni dettagliati delle sue osservazioni. Suddivise gli organismi viventi in due grandi regni : il regno vegetale( o delle piante), che comprendeva tutti gli organismi che ingeriscono cibo e non si muovono, il regno animale, costituito da organismi che ingeriscono cibo e si muovono. La sua classificazione rimase valida per secoli fino a quando Carl von Linnè, un naturalista svedese, verso la metà del Settecento, diede una svolta decisiva al corso degli eventi. Basandosi sul criterio secondo il quale “gli organismi che presentano caratteri simili devono far parte della stessa categoria” e dopo aver studiato un enorme numero di piante e animali, li suddivise in tanti gruppi, definendo “specie” ciascun gruppo.

ORANGOTANGO TIGRE - CopiaLa specie racchiudeva un insieme di individui simili nell’aspetto e nel comportamento, che dovevano anche essere in grado di incrociarsi fra loro e avere discendenti. Nella sua straordinaria opera “Systema Naturae“, Linneo attribuì ad ogni organismo esaminato un cognome (corrispondente al nome del Genere di appartenenza della specie considerata e di altre specie simili) e un nome (caratteristico di quella Specie), ad es. nel genere Canis esistono varie specie: Canis familiaris( cane domestico), Canis lupus (lupo), il Canis aureus (sciacallo) ecc. L’etologia è la disciplina che studia il comportamento degli animali vedendolo come il risultato di un processo connesso sia a fattori ereditari, che si traduce in comportamenti innati, programmati dai geni e trasmessi di generazione in generazione, che come connesso alla capacità degli organismi di adattare le proprie azioni in funzione dell’esperienza, si traduce in comportamenti appresi.

ETOLOGIA LORENZ - CopiaIl padre dell’etologia è Konrad Lorenz, un grande scienziato austriaco, premio Nobel nel 1973 insieme a N. Tinberger, suo amico e collaboratore, e K.von Frish, scopritore del linguaggio e dell’orientamento astronomico delle api. I genitori incoraggiarono Lorenz ad avere un rapporto diretto con la natura ed egli, oltre alla laurea in medicina nel 1928, ne acquisì una seconda in zoologia, nel 1933. I suoi studi sul’aggressività, sui codici e sulla natura degli istinti, hanno modificato radicalmente la precedente concezione antropomorfa del mondo animale ed è grazie a suoi studi che scaturirono profonde considerazioni sulla complessità e genialità del mondo animale. Trascorrendo molte estati ad osservare le sue anatre e le sue oche, elaborò in quel periodo una teoria fondamentale, quella dell’imprinting, che ha luogo quando un piccolo riceve le cure da una madre diversa da quella biologica ma che viene considerata come madre naturale.

MARSUPIALI - CopiaSi propose come madre sostitutiva e, dopo aver ripetuto l’esperimento più volte, confermò che gli anatroccoli covati e nati dalla loro madre biologica la seguivano, allo stesso modo in cui, quelli disposti in un’incubatrice, seguivano Lorenz, che avevano visto alla nascita, acquisendo l’imprinting verso lo stesso. Il termine “imprinting” deriva dall’inglese “impressione” e indica la forma di apprendimento caratteristica dei vertebrati che si verifica durante le prime fasi di vita (il cosidetto periodo sensibile), quando l’animale può essere facilmente impressionato da un oggetto o una persona che ha vicino, su cui dirigera’ particolari reazioni istintive. Il periodo sensibile, in cui l’animale sviluppera’ questo attaccamento irresistibile, è solitamente limitato ad alcune ore o a qualche giorno, in base alle diverse specie, allo stadio di sviluppo dell’animale al momento della nascita e alla durata dell’esposizione all’oggetto o alla persona. Ultimamente sul web compaiono giornalmente video e immagini di animali di specie diverse che convivono pacificamente, mettendo in luce come questi animali, seppure a volte cosi’ differenti tra loro, riescano a superar l’indifferenza e, nella peggiore delle ipotesi, l’ostilità, imparando l’arte della tolleranza, che è un atteggiamento che può essere appreso.

ASKI - CopiaGli animali hanno quindi da insegnare molto agli esseri umani, che non riescono a fare a meno di uccidersi pur parlando la stessa lingua, che non riescono a reprimere l’odio del bianco verso il bianco e l’odio del nero verso il nero, oltre a quello del bianco verso il nero, simbolo del razzismo per eccellenza e in cui il vincolo di sangue (familiarità) non è sinonimo di cooperazione, come erroneamente alcuni credono. Gli animali hanno molto da insegnare a noi umani, che forse non sappiamo neanche cosa sia la parola “umanità”, gli animali non odiano, pur cacciandosi e divorandosi a vicenda. La loro prerogativa non è l’odio, ma la sopravvivenza, preferendo l’indifferenza e uccidendo solo quando non hanno altra scelta. Ecco due delle storie che hanno commosso milioni di persone:

OWEN E MZEE - Copiala storia di Owen, un tenerissimo “piccolo” ippopotamo di un anno, che ha perso la sua famiglia per via dello spietato tzunami che ha colpito le coste del Kenya nel 2004. Dopo essere stato tratto in salvo da volontari in stato di evidente shock, l’associazione ambientalista cui è stato affidato ha scelto una centenaria testuggine gigante, Mzee, per seguire scrupolosamente il processo di recupero dell’ippopotamo, estremamente impaurito, e la sceltà non è avvenuta a caso, anzi, si è pensato che la tartaruga per forma e colore avrebbe potuto ricordare ad Owen i soggetti della sua stessa specie. Il supporto della tartaruga è stato fondamentale per guidarlo, non ancora completamente svezzato, nel riconoscimento dei vegetali con cui alimentarsi e, dopo un graduale percorso di recupero, Owen è riuscito a reintegrarsi in un branco di altri ippopotami.

TIGRE MAIALINI TRAVESTITI - CopiaEmblematico è il caso dello zoo di Sriracha Toger di Pattaya, in Thailandia, uno dei parchi naturali più grandi al mondo dedicato alle tigri, che ospita oltre 400 esemplari di razza del Bengala. Qui è stato avviato un discutibile per alcuni, eccezionale per altri, processo di socializzazione tra animali, in cui le tigri vivono nella stessa gabbia dei maiali e le due mamme si sono scambiate i cuccioli per l’allattamento, quindi la tigre ha allattato i maialini e la scrofa i tigrotti. Ma come è nata questa iniziativa? Sai Mai, una tigre nata in cattività in Tailandia, è stata rifiutata dalla madre ed affidata alle amorevoli cure di una scrofa, inserita in una cucciolata di fratelli e sorelle maialini che le tenevano compagnia. A Sai Mai, forse vittima di una lieve crisi d’identità, sono stati poi affidati sei porcellini da nutrire ed accudire e questa idea è stata poi applicata ad altre cucciolate. L’iniziativa è nata per invogliare i visitatori a frequentare lo zoo e i maialini indossano spesso costumi tigrati per far divertire il pubblico. Al di là delle polemiche che questa scelta puà innescare, l’ esperimento fa riflettere sulle relazioni e sui legami che si innescano tra specie diverse.