Finalmente anche sulla cima del monte Fuji, il vulcano simbolo del Giappone, è arrivata la prima neve di stagione che ha ammantato di bianco la vetta oltre i 3100 metri. Si è dovuto aspettare il transito del tifone “Wipha”, rapidamente evoluto in un profondo ciclone extratropicale, per sospingere un po’ d’aria fredda, di lontane origini artiche, verso l’isola di Honshù. Generalmente la cima del più alto monte giapponese risulta avvolta da un compatto strato di neve per almeno 10 mesi l’anno. La neve sparisce soltanto nei mesi estivi, con dei piccoli nevai arroccati solo a ridosso della cima, per ricomparire in Settembre, non appena dalle regioni dell’estremo oriente russo arrivano i primi impulsi di aria fredda che tendono a scacciare l’opprimente afa che caratterizza l’estate giapponese, nella fase terminale. Ma quest’anno, a differenza degli altri anni, la neve ha cominciato a depositarsi sulla cima in netto ritardo rispetto la normale tabella di marcia. Le temperature piuttosto elevate in quota, e la presenza di uno zero termico localizzato a quote piuttosto elevate, hanno determinando questo sorprendente ritardo delle prime nevicate autunnali sul tetto del Giappone.
L’anno scorso, per esempio, la prima neve sulla cima del vulcano cadde nella seconda decade del mese di Settembre, imbiancando la cima con ben 18 giorni d’anticipo rispetto alla media stagionale, e 12 giorni di anticipo rispetto al Settembre 2011. La nevicata più precoce mai registrata sul monte Fuji, dal 1894 ad oggi, risale al 2008, quando nevicò il 9 Agosto. Quella del 9 Agosto 2008 fu una delle ultime nevicata estive registrate sulla montagna più amata dai giapponesi. Da allora la prima neve cominciò ad imbiancare la cima del Fuji nella prima settimana di Settembre, quando le temperature attorno la cima sprofondano sotto i +0°C. Il Fuji si trova lungo la costa orientale dell’isola di Honshù, a circa 20 km dalla baia di Suruga e a 113 km da Tokyo, da dove è visibile nelle giornate di cielo limpido. Ciò capita di frequente quando spirano i freddi venti da O-NO e NO, proveniente dalle coste dell’estremo oriente russo, che di solito, discendendo dai crinali delle Alpi Giapponesi, tendono a pulire l’aria, rendendola limpida e serena


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