Come proteggersi dagli tsunami: al via la campagna anti-maremoto della protezione civile

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tsunamiDopo il weekend del 28 e 29 settembre, dedicati al rischio sismico in 200 piazze italiane, la campagna “Io non rischio” affronta una nuova sfida: comunicare il rischio maremoto, un evento meno frequente rispetto ai terremoti, ma che può interessare gran parte delle nostre coste con effetti anche gravi.

La campagna informativa si inserisce nell’ambito del progetto europeo Twist – Tidal Wave In Southern Tyrrhenian sea, che culminerà con un’esercitazione internazionale sul rischio maremoto, in programma dal 24 al 27 ottobre prossimo a Salerno – finanziato dalla Commissione Europea, organizzato dal Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con la Regione Campania, in collaborazione con Prefettura e Provincia di Salerno

tsunami01La campagna si svolge in via sperimentale nei Comuni della costa salernitana: nei quattro fine settimana di ottobre, saranno presenti gazebo “Io non rischio” nella città di Salerno e in 27 comuni costieri potenzialmente esposti al rischio maremoto. La campagna è itinerante: ogni weekend di ottobre i volontari saranno contemporaneamente nelle piazze e nelle marine in diversi comuni, per incontrare la cittadinanza e distribuire materiale informativo. A Salerno la campagna si svolgerà, invece, tutti i fine settimana.

Nel primo dei quattro weekend, il 5 e 6 ottobre, oltre che a Salerno – in Piazza Cavour e in Piazza Caduti Civili di Brescia -, il camper e i punti informativi saranno a Battipaglia, Castellabate, Cetara, Montecorice e Pisciotta.

Protagonisti della campagna, come è caratteristico delle iniziative “Io non rischio”, sono i volontari e le volontarie di protezione civile che, formati e preparati, diventano divulgatori di cultura della riduzione del rischio verso i propri concittadini: saranno circa 300 a scendere in piazza, appartenenti ai gruppi comunali e alle associazioni regionali di protezione civile della Campania, nonché alle sezioni locali di otto organizzazioni nazionali. Un camper allestito con il logo e i colori dell’iniziativa, messo a disposizione dalla Regione Campania, farà tappa nelle piazze o sui lungomare “Io non rischio” a supporto delle attività dei volontari.

L’iniziativa è promossa e realizzata dal Dipartimento della Protezione Civile, Anpas – Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Consorzio ReLUIS – Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica, in collaborazione con Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e Ogs – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.

Che cos’è un maremoto?
Il maremoto, in giapponese tsunami, è una serie di onde marine prodotte dal rapido spostamento di una grande massa d’acqua. In mare aperto le onde si propagano molto velocemente percorrendo grandi distanze, con altezze quasi impercettibili (anche inferiori al metro), ma con lunghezze d’onda (distanza tra un’onda e la successiva) che possono raggiungere alcune decine di chilometri. Avvicinandosi alla costa, la velocità dell’onda diminuisce mentre la sua altezza aumenta rapidamente, anche di decine di metri. La prima onda può non essere la più grande e tra l’arrivo di un’onda e la successiva possono passare diversi minuti.

Quali sono le cause di un maremoto?
Le cause principali sono i forti terremoti con epicentro in mare o vicino alla costa. I maremoti possono essere generati anche da frane sottomarine o costiere, da attività vulcanica in mare o vicina alla costa e, molto più raramente, da meteoriti che cadono in mare.

L’Italia è a rischio maremoto?
Tutte le coste del Mediterraneo sono a rischio maremoto a causa dell’elevata sismicità e della presenza di numerosi vulcani attivi, emersi e sommersi. Negli ultimi mille anni, lungo le coste italiane, sono state documentate varie decine di maremoti, solo alcuni dei quali distruttivi. Le aree costiere più colpite sono quelle della Sicilia orientale, della Calabria, della Puglia e dell’arcipelago delle Eolie. Tuttavia, maremoti di modesta entità si sono registrati anche lungo le coste liguri, tirreniche e adriatiche. Bisogna inoltre considerare che le coste italiane possono essere raggiunte da maremoti generati in aree del Mediterraneo lontane dal nostro Paese (per esempio a causa di un forte terremoto nelle acque della Grecia).

Che cosa succede lungo le coste quando c’è un maremoto?
Il maremoto si manifesta come un rapido innalzamento del livello del mare o come un vero e proprio muro d’acqua che si abbatte sulle coste, causando un’inondazione. A volte si osserva un iniziale e improvviso ritiro del mare, che lascia in secco i porti e le spiagge. Le onde di maremoto hanno molta più forza rispetto alle mareggiate e sono in grado di spingersi nell’entroterra anche per molte centinaia di metri (addirittura chilometri, se la costa è molto bassa), trascinando tutto ciò che trovano lungo il percorso: veicoli, barche, alberi, serbatoi e altri materiali, che ne accrescono il potenziale distruttivo.

Quando avverrà il prossimo maremoto?
Nessuno può saperlo: può verificarsi in qualsiasi momento. Sui maremoti sappiamo molte cose, ma non è ancora possibile prevedere quando e dove si verificheranno.

Che cosa si può fare per ridurre il rischio maremoto?
Occorre innanzitutto approfondire il fenomeno attraverso lo studio dei maremoti del passato e dei modelli di propagazione delle onde, e continuare a monitorare gli eventi. Queste conoscenze permettono una migliore pianificazione del territorio e la realizzazione di interventi di messa in sicurezza delle aree produttive a rischio. Sono inoltre importanti per predisporre piani di emergenza più efficaci. Nei paesi che si affacciano sugli oceani Pacifico e Indiano, dove generalmente i tempi di arrivo dell’onda di maremoto sono dell’ordine di ore, sono attivi sistemi di allertamento rapido (Early Warning). Anche i paesi del Mediterraneo stanno lavorando alla realizzazione di sistemi analoghi, che avranno comunque dei limiti rispetto a quelli degli oceani: infatti, in un mare poco ampio, i tempi di arrivo delle onde sono molto brevi e questo riduce i tempi utili per allertare la popolazione. Essere consapevoli e preparati è il modo migliore per prevenire e ridurre le conseguenze di un maremoto.

Se vivi, lavori o vai in vacanza in un’area costiera, impara a riconoscere i fenomeni che possono segnalare l’arrivo di un maremoto:

  • un forte terremoto che hai percepito direttamente o di cui hai avuto notizia;
  • un rumore cupo e crescente che proviene dal mare, come quello di un treno o di un aereo a bassa quota;
  • un improvviso e insolito ritiro del mare, un rapido innalzamento del livello del mare o una grande onda estesa su tutto l’orizzonte.

Ricorda che le case e gli edifici vicini alla costa non sempre sono sicuri.

  • La sicurezza di un edificio dipende da molti fattori, per esempio la tipologia e la qualità dei materiali utilizzati nella costruzione, la quota a cui si trova, la distanza dalla riva, il numero di piani, l’esposizione più o meno diretta all’impatto dell’onda.
  • Generalmente i piani alti di un edificio in cemento armato, se l’edificio è ben costruito, possono offrire una protezione adeguata.