Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue ( iperglicemia), dovuta ad un’alterata quantità o funzione dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio di entrare nelle cellule e di essere utilizzato come fonte energetica. Se questo meccanismo si altera, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.
Il diabete di tipo 1 è una malattia di tipo autoimmune, causata cioè dalla produzione di autoanticorpi che distruggono i tessuti e gli organi propri non riconoscendoli come appartenenti al corpo ma ad organi esterni. Il sistema immunitario della persona colpita aggredisce e distrugge le cellule beta, che sono le cellule del pancreas responsabili della produzione di insulina.
Il diabete di tipo 1 insorge durante l’infanzia o l’adolescenza e più raramente in età adulta. La produzione di insulina che regola l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule si riduce, fino ad azzerarsi del tutto e si ha iperglicemia, ossia un eccesso di glucosio nel sangue. La mancanza o la scarsità di insulina non permette al corpo di utilizzare gli zuccheri introdotti tramite l’alimentazione, che vengono così eliminati con le urine. In questa situazione si producono corpi chetonici che, accumulandosi nell’organismo, possono portare addirittura al coma. Le cause dei diabete di tipo 1 non sono ancora state individuate con certezza, ma alcuni fattori contribuiscono alla sua comparsa: fattori ereditari, immunitari (legati ad una particolare difesa dell’organismo contro le infezioni), ambientali (dipendono dall’azione di batteri, sostanze chimiche e virus contro il nostro organismo).
Per quanto concerne l’alimentazione dei diabetici di tipo 1, è importante controllare l’indice glicemico, il peso corporeo e il consumo di carboidrati, che non devono superare il 50% delle calorie quotidiane introdotte. Si può optare per una porzione di pasta o riso integrali conditi con pomodori, verdure o tonno, evitando il consumo di due amidacei nello stesso pasto (es. pane e pasta, pizza e pasta, pane e riso). Fa bene mangiare molta frutta, verdura e ortaggi a basso contenuto di zuccheri, sostituendo con i dolcificanti approvati dalla FDA lo zucchero ( ma comunque lo zucchero bianco non deve superare i 20 gr. al giorno). Vanno banditi i gelati, i prodotti dolciari raffinati ad alto contenuto di zuccheri e grassi, le pizze elaborate ed i piatti molto grassi ( lasagne e cannelloni), i crackers e le focacce, ossia tutti i sostituti del pane contenenti grassi e sale. Vanno inoltre evitati avocado, banane e mandarini, cachi e melograni, frutta sciroppata, succhi di frutta e bevande zuccherate.
Il diabete di tipo 2 interessa il 90% dei casi, è la forma di diabete più frequente ed è tipico dell’età matura. In passato veniva detto Non Insulino-Dipendente o di tipo adulto o senile o grasso o non chetosico, che non necessita di insulina tranne che in casi particolari. E’ provocato da un deficit, per lo più parziale, della secrezione di insulina, associato ad una resistenza dei tessuti periferici all’azione dell’insulina stessa. Normalmente all’inizio non necessita di terapia insulinica, da pochi segni, è silenzioso, fino al sopraggiungere delle complicanze croniche. Possono trascorrere addirittura 10-20 anni prima della diagnosi, pertanto vi è spesso un ritardo nelle cure. Esiste una suscettibilità genetica, dato che circa il 30% dei familiari di primo grado di un paziente con diabete di tipo 2 presenta la malattia, che viene precipitata da obesità, vita sedentaria e apporto calorico.
L’aumento progressivo di peso e quindi dell’insulino-resistenza determina una richiesta sempre più elevata di insulina che i pazienti diabetici che hanno un deficit, anche parziale, della secrezione di insulina, non possono garantire. La quantità di insulina presente nel sangue, pur essendo molto elevata in termini assoluti, è inappropriatamente bassa per i livelli glicemici e questo determinerà l’aumento dei valori glicemici e la comparsa dei diabete. Il diabete di tipo 2 è una patologia ad eziologia multifattoriale, scatenata cioè da più cause che interagiscono tra loro.
E’ importante, anche in questo caso, controllare l’alimentazione, senza saltare il pranzo o la cena, sostituendo anche in questo caso i dolcificanti allo zucchero, assumendo porzioni abbondanti di frutta e verdura cruda e cotta, condite preferibilmente con un cucchiaio di olio di oliva extravergine. A pranzo, ottimo un piatto di legumi al posto della pasta, oppure pasta integrale o pane integrale, ricchi di fibre, che aumentano il senso di sazietà. Tra i cibi consigliati a colazione: latte, fette biscottate, fiocchi di avena e una tazzina di caffè o del thè verde, per aperitivo una spremuta di frutta o del succo di pomodoro, per pranzo riso, pasta integrale o un bel piatto di minestrone. Si a una quantità moderata di carni rosse come manzo e vitello cotte in padelle antiaderenti e con poco olio, si a carni bianche come pollo, tacchino e coniglio e al pesce, tra cui merluzzo, trota e sogliola. Ottimi carote, pomodorini, broccoli, spinaci, zucchine. Assolutamente da evitare alcolici e superalcolici, panna e burro per condire la pasta, merendine e biscotti.


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