Dopo aver devastato il Giappone i resti del tifone “Wipha” sferzano la penisola di Kamchatka con venti di tempesta

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plot001_f30Dopo aver flagellato con piogge torrenziali e fortissimi venti di tempesta il Giappone, scaricando quantitativi d’acqua di oltre i 200-300 mm in poche ore lungo il settore centrale dell’isola di Honshù, mentre un diluvio straordinario di ben 824mm in sole in 24 ore sommergeva di acqua e fango l’isola di Izu Oshima (appena a sud di Tokyo), i resti del tifone “Wipha” sono stati prontamente agganciati in quota dal flusso perturbato principale, delle medie e alte latitudini, che dall’estremo oriente russo e dalla Siberia orientale si versa sopra le fredde acque del Pacifico settentrionale. Le forti correnti in quota, assieme all’apporto di aria molto fredda proveniente dagli altopiani della Siberia orientale, hanno riempito il profondo vortice ciclonico, facendo perdere ad esso tutte le sue origini tropicali. In poche ore i resti dell’ex tifone si sono rapidamente evoluti in una profonda circolazione depressionaria extratropicale che si spinge verso nord/nord-est, portandosi nel tratto di oceano ad est della penisola della Kamchatka, con un profondissimo minimo barico al suolo, al momento stimato intorno i 960 hpa, davvero profondissimo, che sta facendo esplodere il “gradiente barico orizzontale” attorno la tempesta. Il sistema, difatti,è passato da uno status “barotropico” (tipico dei cicloni tropicali) a uno puramente “baroclino” (caratteristico delle depressioni e dei cicloni delle medie latitudini), con tanto di “gradiente termico orizzontale“ e “verticale“ in ulteriore netta intensificazione all‘interno del profondo ciclone.

gl_anom_mmNelle prossime ore la potente depressione extratropicale, venendo alimentata lungo il suo bordo occidentale dalla discesa di aria molto fredda, di tipo artica continentale, aspirata direttamente dall’altopiano dell’Anadyr dallo stesso vortice ciclonico, tramite il richiamo di forti venti da N-NE e Nord attivi fra il golfo di Salihov ed il settore più orientale del mare di Ohotsk, tenderà a transitare con il suo profondo minimo barico al suolo, sui 960 hpa, davanti le coste della penisola della Kamchatka. L’intenso “gradiente barico orizzontale” associato piloterà verso la penisola della Kamchatka venti molto forti, prevalentemente da NE, N-NE e Nord, che toccheranno picchi di oltre i 100-120 km/h a ridosso delle rispettive coste orientali, degradanti sull’oceano Pacifico. Ma venti molto forti, con raffiche davvero significative, fra gli 80 km/h e i 100 km/h, sferzeranno un po’ tutta la penisola della Kamchatka, causando non pochi disagi nei piccoli centri abitati e nelle città.

466e8d6f6fa34_siLa forte ventilazione dal quadrante settentrionale, inoltre, tenderà a polverizzare le deboli precipitazioni legate al passaggio del fronte occluso sul margine nord della depressione, mentre sui rilievi dell’entroterra genererà delle vere e proprie bufere di neve che ammanteranno di bianco i principali vulcani della Kamchatka. Ma le tempeste di vento più violente rimarranno relegato in mezzo all’oceano Pacifico, nel tratto ad est della penisola della Kamchatka, lungo il lato orientale della depressione extratropicale, dove si sta producendo un fittissimo “gradiente barico orizzontale” che sta attivando furiosi venti di tempesta, da S-SO e SO, con picchi ad oltre i 130-140 km/h, presenti soprattutto sul lato sud-orientale del ciclone. Venti molto forti, entro le prossime 24-36 ore, sferzeranno le isole di Bering e Medny, dove peraltro si scateneranno anche forti mareggiate sulle rispettive coste, aperte a sud.

I forti venti ciclonici in azione a largo della penisola di Kamchatka
I forti venti ciclonici in azione a largo della penisola di Kamchatka

Questi venti cosi intensi stanno rendendo il tratto di oceano antistante la penisola della Kamchatka grosso (forza 7), fino a localmente molto grosso (forza 8), sollevando ondate di “mare vivo” davvero imponenti, alte anche più di 6-7 metri, ma con “Run-Up” che possono superare gli 8 metri davanti la costa meridionale della Kamchatka. Si tratta di onde di tempesta molto elevate, particolarmente insidiose per le navi di piccola e media stazza. Molte di queste onde si spingeranno al di fuori dell’area delle tempeste per centinaia di miglia, muovendosi verso le alte latitudini del Pacifico nord-orientale, fino al settore occidentale del mar di Bering, dove risaliranno onde lunghe davvero alte. Pur indebolendosi il profondo vortice ciclonico extratropicale domani si allontanerà dalle coste della la penisola della Kamchatka per allontanarsi in direzione del freddo mar di Bering. Qui il vortice ciclonico tenderà a colmarsi, transitando sulle isole Aleutine, dove spingerà intensi venti da SO, pronti successivamente a ruotare più da O-SO e Ovest. Entro la giornata di sabato i resti di “Wipha”, venendo spinti da un intenso “getto polare” in quota a ridosso delle coste sud-occidentali dell’Alaska, tenderanno a colmarsi quasi definitivamente in un vortice ciclonico strutturato nell’alta troposfera. Questa latente struttura depressionaria, posizionata sopra le coste occidentali dell’Alaska, entro domenica verrà assorbita dall’ampia circolazione ciclonica, legata al vortice polare troposferico, attiva sul mar Glaciale Artico, con vari lobi, colmi di aria gelida in quota, in evoluzione fra la costa artica siberiana e l’arcipelago Artico canadese.

I resti dell'ex tifone "Wipha" entro domenica raggiungeranno l'Alaska occidentale per essere poi assorbiti dal vortice polare
I resti dell’ex tifone “Wipha” entro domenica raggiungeranno l’Alaska occidentale per essere poi assorbiti dal vortice polare