Enigmi e rompicapi risalgono a tempi antichi

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enigmiI giochi logico-matematici e lessicali utilizzati nell’enigmistica sono da sempre una passione dell’uomo. Ma qual e’ la loro origine? ”Come sottolinea Johan Huizinga in ‘Homo Ludens’, il gioco e’ stato il primo e fondamentale strumento per la nascita della cultura”, spiega Roberto Reali, storico del Cnr in un articolo sul nuovo Almanacco della Scienza Cnr on line. ”Il pensiero moderno e contemporaneo non e’ mai disgiunto dall’aspetto ludico. Nessuno, ad esempio, potrebbe comprendere il fascino delle equazioni differenziali di Leibniz senza associarvi il gioco delle pieghe di una facciata barocca di Borromini”. Tra i giochi enigmistici, il piu’ popolare e’ il cruciverba, sulle cui origini esistono diverse teorie. ”Molti pensano che risalga alla redazione degli acrostici medioevali. In realta’ le prime parole crociate sono nate nel XX secolo ad opera di alcuni giornalisti inglesi e italiani”, prosegue Reali. ”Non sono pero’ le critiche da parte degli intellettuali: Herman Hesse ne ‘Il gioco delle perle di vetro’, accusa il cruciverba di essere il regno dell’omogeneita’ e della freddezza contrapposta alla creativita’ umana. Il successo di questo gioco inoltre si scontra con alcune regole della lingua, si pensi alle ‘forzature’ necessarie per costruire gli schemi oppure a quelle su dittonghi, ‘umlaut’ in tedesco, accenti spagnoli e francesi”.  Molti pero’ i personaggi storici illustri affascinati da enigmi e rompicapi. ”Leonardo da Vinci proponeva indovinelli a Ludovico il Moro e alla sua corte di Milano ed era ricercato per la capacita’ di inventarne sempre nuovi”, ricorda lo storico del Cnr. ”Le piu’ interessanti tra queste invenzioni ludiche sono pero’ la crittografia e la mnemotecnica: tra il XIV e il XVI secolo sono nate una serie di applicazioni dei giochi logici con la creazione di codici ‘autonomi’, comprensibili solo se in possesso della chiave giusta”. Altro personaggio importante per l’enigmistica e’ il pensatore tedesco Leibniz: ”Senza saperlo, ha fornito gli strumenti piu’ affascinanti alla costruzione di quelli che chiamiamo giochi logici”, conclude Reali. ”L’idea di una combinazione di segni che formano una scacchiera su cui poter descrivere la totalita’ di cio’ che esiste rimanda, come alcuni studiosi hanno notato, al concetto leibniziano di caratteristica universale”.