I geologi lanciano l’allarme-alluvioni: “2 anni dopo la Liguria e 5 anni dopo Giampilieri non è cambiato nulla”

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disastri MESSINA: BILANCIO VITTIME A 20 MA SI CERCA NEL FANGOA due anni dall’alluvione in Liguria e a cinque anni dai 37 morti di Giampilieri (Messina) “non e’ cambiato nulla” nella prevenzione del dissesto idrogeologico mentre “assistiamo con una frequenza allarmante ad alluvioni e frane, che coinvolgono il Paese da Nord a Sud, senza risparmiare citta’ importanti, ricche ed industrializzate come Genova, aree altrettanto ricche e industrializzate come il Veneto, aree di grandi tradizioni storiche e culturali e di grande bellezza paesaggistica come la Toscana”. Lo denunciano i geologi rilevando che “queste tragedie non sono figlie degli errori della scienza, ma dell’incuria e del saccheggio sistematico del nostro bel Paese, che non e’ in grado di darsi una prospettiva di futuro che vada oltre i problemi della finanza e dell’economia”. “E’ evidente – spiega il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano – che questo Paese ha necessita’ di uno sviluppo diverso, che guardi alla cura del territorio tra le sue priorita’. Noi geologi lo diciamo ormai da troppo tempo”. L’Ordine dei Geologi della Liguria, spiega il neo presidente Carlo Malgarotto “ha istituito un gruppo di lavoro che possa dare indicazioni legislative precise per la prevenzione dei rischi da dissesto idrogeologico e da sisma per la salvaguardia dei cittadini, con l’intento di semplificare le norme e dare sviluppo e sicurezza anche alle attivita’ economiche distribuite nel territorio”. “E’ intollerabile che, a due anni dall’alluvione del 25 ottobre 2011, la stessa non ci abbia insegnato niente – aggiunge Malgarotto – E’ ormai palese l’inadeguatezza delle nostre infrastrutture al variato regime climatico dalle migliaia di metri cubi di detrito vomitate dalla strada dei santuari a Vernazza fino al ponte di Carasco, cosi’ come e’ altrettanto palese la stretta necessita’ di adeguare le simulazioni degli eventi considerando anche importanti quantita’ di detrito e tronchi che ostruiscono tombinature e ponti”.