Il super-tifone “Francisco” diventa un mostro di 5^ categoria: venti di 257 km/h e onde di 10 metri spazzano il tratto di oceano a nord-ovest delle Marianne

Rapida e sorprendente l’intensificazione del tifone “Francisco” che è divenuto il ciclone tropicale più potente osservato sulla Terra in questo 2013. Scorrendo sopra un tratto di acque superficiali molto calde, sui +29°C, in un’area con debole “Wind Shear”, sul Pacifico occidentale, la tempesta si è velocemente evoluta in un impressionante super-tifone di 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi che sono stati capaci di superare la soglia dei 251 km/h. In poche ore “Francisco” è divenuto un vero e proprio mostro, con un poderoso rafforzamento della forza centrifuga interna che ha agevolato lo sviluppo di un occhio centrale ben delineato, completamento libero dalle nubi. Come da previsione, il considerevole rinforzo dell’attività convettiva attorno i lati del tifone, ha liberato una gran quantità di energia che oltre ad approfondire la già intensa circolazione ciclonica, nei medi e bassi strati, ha reso il “gradiente barico orizzontale” ancora più esplosivo, rendendo i venti ciclonici sempre più intensi e tempestosi attorno l’area perturbata, con violentissimi “venti di sbarramento” che hanno raggiunto picchi di oltre i 250 km/h nell’area attorno l’occhio centrale.

Si è venuto cosi ad attivare il famoso processo di “autoalimentazione”, caratteristico dei cicloni tropicali, con il costante risucchio di masse d’aria calde e molto umide, marittime, dalla vicina periferia del tifone, che oltre a far esplodere la convenzione nella parte centrale del sistema, hanno contribuito a sviluppare imponenti bande nuvoloso spiraliformi che sono state ben alimentate dalle enormi quantità di vapore acqueo risucchiato dalle calde acque superficiali del Pacifico occidentale, nel tratto ad ovest delle isole Marianne. La forte intensificazione del processo di “autoalimentazione” del potente ciclone tropicale, contraddistinto dallo sviluppo di poderosi moti ascensionali che condensando in imponenti nubi temporalesche le grandi quantità di vapore acqueo risucchiato dalla superficie oceanica, aumentando in tal modo l’instabilità atmosferica, ha accompagnato il drastico tracollo della pressione barometrica nei pressi dell’occhio centrale di “Francisco”, trasformandolo in un perfetto e pericolississimo super-tifone di 5^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti violentissimi, che hanno raggiunto un picco estremo di ben 257 km/h, nel corso della giornata di sabato, 19 Ottobre 2013. I violentissimi e turbolenti venti ciclonici, spazzando una ristretta area di oceano a nord-ovest delle Marianne, hanno alzato ondate di “mare vivo” davvero imponenti, che hanno raggiunto picchi di oltre i 9-10 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale del super-tifone.

Il moto ondoso creato dai violenti “venti di sbarramento”, che ruotano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, è molto confuso, con la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni. Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi. Tali condizioni meteo/marine estreme rendono la navigazione marittima proibitiva per le navi di piccola e media stazza, alle quali sovente è consigliato un passaggio lungo la periferia della circolazione ciclonica, evitando di imbattersi nelle tempeste più violente che si concentrato a ridosso dell’occhio centrale. Ma l’enorme forza centrifuga di “Francisco” è stata in grado di generare, più ad est, una nuova piccola depressione tropicale, proprio nel tratto di oceano poco a nord-est delle Marianne, dove i sostenuti venti da S-SE e da SE, in uscita dal bordo orientale del super-tifone, sono andati a convergere con la tesa ventilazione da E-NE e NE, legata al ramo principale dell’Aliseo di NE che scorre sul Pacifico settentrionale tropicale, dalle Hawaii fino all’isola di Wake e alle Marianne.

La confluenza fra i venti da SE e S-SE, richiamati da “Francisco”, con il flusso portante nei bassi strati dell’Aliseo di NE, attestata attorno i 150° di longitudine est e i 20° di latitudine nord, ha generato una linea di convergenza venti che ha attivato intensi moti convettivi. I moti ascensionali, impressi dalla confluenza dei venti nei bassi strati, ha favorito lo sviluppo di grossi “Clusters temporaleschi” che hanno dato la stura a forti rovesci di pioggia e a temporali anche violenti, con elevatissimi indici di rain/rate e attività elettrica. Entro domani la piccola perturbazione tropicale si evolverà in una depressione tropicale, con una accentuazione della rotazione ciclonica dei venti nei bassi strati, plasmata proprio dalla convergenza fra i sostenuti venti da SE, attivi sul quadrante nord-orientale di “Francisco”, e le correnti orientali dell’Aliseo di NE, che con la loro intensità alimenteranno l’avvezione di vorticità positiva nei bassi strati, creando un moto rotazione pronto a chiudersi e ad isolarsi sul Pacifico occidentale. Riguardo il super-tifone “Francisco”, dopo aver raggiunto la massima intensità nella giornata di sabato 19 Ottobre 2013, comincerà lentamente a perdere forza, a causa del ciclo di sostituzione dell’occhio centrale che lo declasserà alla 4^ categoria, con venti pur sempre violenti, ad oltre i 200 km/h attorno l’occhio centrale.

Fino alla mattinata di domani il super-tifone, continuando a muoversi sopra un ambiente umidissimo nei bassi strati, su acque molto calde che si estendono a grandi profondità, dovrebbe mantenere la 4^ categoria. Dopo aver oltrepassato i 20° – 21° di latitudine nord la tempesta, a contatto con acque superficiali meno calde, inizierà ad indebolirsi, raggiungendo con molta probabilità la 3^ categoria Saffir-Simpson. Entro mercoledì “Francisco” dovrebbe entrare in un’area caratterizzata da un moderato “Wind Shear”, poco ad est delle isole Ryùkyù, che contribuirà ad arrestare l’intensa attività convettiva attorno al nucleo centrale, declassandolo a tifone di 2^ categoria, con venti sempre meno intensi. Pur perdendo buona parte della sua forza originaria il tifone, nella giornata di giovedì, abborderà le coste orientali di Honshù, come tifone di 1^ categoria o tropical storm, rappresentando una minaccia per il Giappone, visto che le aree interessate dal passaggio ravvicinato del profondissimo vortice ciclonico tropicale sono le stesse già devastate la scorsa settimana dal tifone “Wipha”, che ha scaricato precipitazioni torrenziali nell’area poco a sud di Tokyo.