Dopo aver attraversato le calde acque superficiali del Pacifico occidentale, rafforzandosi sensibilmente, fino a diventare nella giornata di sabato 19 Ottobre un pericoloso ciclone tropicale di 5^ categoria, con venti violentissimi che hanno superato i 257 km/h nell’area attorno l’occhio centrale, il tifone “Francisco” si sta avvicinando alle coste meridionali del Giappone. Durante l’avvicinamento al paese del Sol Levante la tempesta, che sabato era diventata un impressionante mostro di 5^ categoria, capace di sfornare venti potentissimi ad oltre i 240-250 km/h, si è sensibilmente indebolita, fino ad essere declassata allo status di semplice tifone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti scesi sui 130-140 km/h. Nonostante il forte indebolimento il ciclone tropicale rappresenta una minaccia per le coste giapponesi, che fra meno di 12-24 ore dovranno fare i conti con una intensificazione dei venti, da N-NE, NE e E-NE, e con l’avvento di bande di pioggia molto intense, che rischiano di scaricare nuovi nubifragi sulle isole già devastate la scorsa settimana dal passaggio del tifone “Wipha”, che scarico in 24 ore oltre 824 mm di pioggia sull’isola di Oshima.
Nel frattempo le autorità nipponiche, in vista del passaggio di “Francisco”, hanno provveduto ad effettuare le prime evacuazioni sull’isola giapponese di Oshima, a sud di Tokyo, già duramente devastata dal tifone “Wipha”, dove si sono registrati oltre 320 morti ed almeno 15 dispersi. Una cinquantina di abitanti, in maggioranza anziani, sono stati imbarcati su un motoscafo verso Tokyo, 120 chilometri a nord. Altri sono stati evacuati su elicotteri militari. Le evacuazioni proseguiranno ancora domani. Il tifone però, col passare delle ore, perde sempre più forza, a causa della netta intensificazione del “Wind Shear” in quota, che oltre ad iniettare masse d’aria un po’ più secche che tendono ad inibire i moti convettivi attorno il nucleo centrale del ciclone, tendono a piegare e spezzare la sommità ghiacciata delle imponenti nubi temporalesche. L’attività convettiva sta subendo un vistoso indebolimento soprattutto sul bordo meridionale e orientale di “Francisco”, mentre una densa banda nuvolosa cumuliforme, carica di piogge e rovesci, la troviamo in azione sul lato più occidentale, ad est delle Ryùkyù, dove sono in atto forti precipitazioni. Ma entro domani “Francisco” verrà declassato a tempesta tropicale. Esso, nelle prossime ore, comincerà a scorrere con il proprio nucleo principale sopra acque superficiali più fredde del normale, nel tratto ad est delle Ryùkyù.
Il raffreddamento delle acque superficiali davanti le Ryùkyù, di circa -1.5°C -2.0°C rispetto la settimana precedente, è stato prodotto dal fenomeno dell’”Upwelling” innescato dal passaggio del tifone “Wipha”, non meno di 7 giorni fa. I fortissimi venti di superficie prodotti dal tifone “Wipha” hanno generato un consistente moto ondoso che ha agitato la superficie dell’oceano, determinando la risalita in superficie di masse d’acqua più fredde, provenienti dalle profondità oceaniche. L’”Upwelling”, di conseguenza, ha l’effetto di raffreddare la temperatura della superficie del mare su una superficie vasta anche più di 200-300 miglia. Questo transito sopra acque più fredde indebolirà ulteriormente “Francisco”, facendogli perdere buona parte della sua originaria forza. Domani, allo status di tropical storm, il profondo sistema depressionario tropicale transiterà ad est di Honshù, riuscendo a bordare con il suo lato più occidentale le coste orientali giapponesi, che verranno interessate dalle bande nuvolose più periferiche, capaci di apportare delle piogge e dei rovesci anche piuttosto intensi. Ma a differenza della scorsa settimana, stavolta le piogge più violente si concentreranno nel tratto di mare ad est di Honshù, davanti l’area di Tokyo, mancando cosi le zone costiere già duramente martellate dalle piogge torrenziali scaricate dal passaggio del tifone “Wipha”.
Per il Giappone questa è una buona notizia. Tra venerdì e sabato i resti di “Francisco” inizieranno a virare più verso nord-nord/est, spingendosi sopra le più fredde acque superficiali del Pacifico nord-orientale, dove la profonda circolazione depressionaria, legata a “Francisco”, venendo agganciata in quota dal fortissimo “getto polare” che fuoriesce dall’estremo oriente russo, si trasformerà in un potente ciclone extratropicale. Il vortice extratropicale verrà in seguito alimentato, lungo il suo bordo più occidentale, dalla discesa di masse d’aria molto fredde, direttamente richiamate dall’altopiano della Siberia orientale, dove è in atto un significativo raffreddamento, ad opera dell’effetto “Albedo” indotto dal precoce innevamento delle lande siberiane.


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