Il tifone “Wipha” scarica un impressionante diluvio sull’isola di Izu Osahima: ben 824 mm in 24 ore, e dal Pacifico avanza “Francisco”

MeteoWeb

typhoon-man-yiIl tifone “Wipha”, come da previsione, nella giornata odierna, spingendosi ulteriormente verso nord, ha abbordato l’isola giapponese di Honshù, dove le intense bande nuvolose spiraliformi, in transito lungo il suo lato più occidentale, hanno scaricato una batteria di piogge torrenziali, accompagnate da forti raffiche di vento da N-NE e NE, che hanno toccato picchi di oltre i 100 km/h nel tratto di costa compreso fra la città di Mito, Tateyama e Choshi. Purtroppo le piogge molto severe associate al passaggio del bordo occidentale del ciclone sono state addirittura più violente del solito, al punto da scaricare quantitativi d’acqua di oltre i 200-300 mm in poche ore, lungo il settore centrale dell’isola di Honshù. In alcune località in poco più di 24 ore le fortissime piogge sono riuscite a scaricare ben 400 mm di acqua, causando improvvisi “flash floods” e conseguenti inondazioni e smottamenti, anche di grosse dimensioni. Recenti lanci di agenzia già parlano di danni ingenti in varie prefetture di Honshù e l’accertamento delle prime vittime. Il bilancio provvisorio stilato dalle autorità nipponiche parla di almeno 14 morti e 50 dispersi. Il bilancio più pesante nell’isola di Izu Oshima, a sud di Tokyo, dove sono stati recuperati 13 cadaveri. Nell’isola una trentina di case sono state sommerse dall’acqua e dal fango. Sull’isola, davanti l’area di Tokyo, si è abbattuto un diluvio veramente impressionante, con violentissimi rovesci di pioggia associati al nucleo centrale di “Wipha” che sono stati in grado di scaricare la bellezza di ben 824mm di pioggia in sole in 24 ore.

Il tifone "Wipha" prima che abbordi le coste giapponesi (credit NASA)
Il tifone “Wipha” prima che abbordi le coste giapponesi (credit NASA)

Un valore a dir poco allucinante che rappresenta la media pluviometrica annua di diverse località italiane. Di questi 824 mm ben 122.5 mm sono caduti in una sola ora. Ma ancora più straordinari sono stati gli indici di rain/rate che hanno accompagnato le precipitazioni, durante il passaggio del tifone, già in fase di declassamento a tempesta tropicale una volta superata l’area di Tokyo. Probabilmente ci troviamo di fronte ad un record pluviometrico nel corso delle 24 ore per la piccola isole nipponica che ha pagato a carissimo prezzo il passaggio cosi ravvicinato del nucleo centrale della tempesta. Le piogge più violente sono state scaricate in mare, di fronte la zona di Yokohama e Fukushima, dove sono transitate bande di pioggia molto estese e particolarmente violente, al punto da azzerare la visibilità orizzontale per alcune ore. Solo una parte di queste piogge cosi violente è riuscita a sconfinare fin sulla fascia costiera di Tokyo, entrando con forti raffiche di vento da Nord e N-NE. Il tifone solo nelle ultime ore si è rapidamente indebolito, raggiungendo lo status di tropical storm, a seguito del forte “Wind Shear” e dell’iniezione di masse d’aria piuttosto secche in quota che hanno rapidamente inibito la profonda attività convettiva attorno il nucleo centrale della tempesta, fino a dissiparla parzialmente lungo il bordo occidentale e meridionale, dove le bande nuvolose spiraliformi sono state letteralmente sfaldate dalle intrusioni di aria secca in quota. Il forte “Shear verticale”, alle quote superiori della troposfera, ha letteralmente tagliato la sommità delle imponenti nubi cumuliformi in azione attorno il nucleo di “Wipha”, dissipandole e impedendone la successiva riformazione.

wp201325Salendo verso nord, su acque superficiali sempre più fredde, è venuto meno pure il supporto caldo e umido dal mare, con il conseguente arresto del processo di “autoalimentazione” che sovente tiene in vita i cicloni tropicali e li rafforza ulteriormente. Ciò, a breve, sancirà il definitivo indebolimento dell’ex tifone che entro la prossima nottata tenderà a spingersi verso il Pacifico nord-orientale, venendo agganciato dal flusso perturbato principale che dall’estremo oriente russo e dalla Siberia orientale si versa sopra le fredde acque del Pacifico settentrionale, dissipando il sistema in una profonda circolazione depressionaria extratropicale che si muoverà verso nord-est, transitando nel fine settimana nel tratto di mare a sud delle isole Aleutine. Il tifone, per lo meno, ha avito il merito di mettere temporaneamente fine ad un periodo insolitamente afoso per il Giappone, dove si continuano a registrare anomalie termiche positive davvero consistenti per il mese di Ottobre. Soli pochi giorni prima del suo passaggio in Giappone si archiviavano temperature massime davvero elevate. Solo il 9 Ottobre una massima di oltre i +35°C, esattamente +35.1°C, è stata misurata a Itoigawa.

201310161400-00Questa massima ha stabilito un nuovo record assoluto di caldo giapponese per il mese di Ottobre. Ma purtroppo la stagione dei tifoni e delle tempeste tropicali non è ancora finita sul Pacifico occidentale. L’elevato posizionamento dell’ITCZ lungo il Pacifico sta continuando ad alimentare lo sviluppo di intense “tropical waves” che riescono successivamente ad intensificarsi, evolvendosi in piccole depressioni tropicali, con l’innesto di una moderata circolazione ciclonica nei medi e bassi strati, ben strutturate e pronte a chiudersi nei bassi strati. In queste ore una nuova tempesta si sta formando in pieno oceano Pacifico, nel tratto ad ovest delle isole Marianne. Questa perturbazione già entro le prossime ore rischia di rafforzarsi sensibilmente, trasformandosi in una tempesta tropicale in procinto di puntare gli arcipelaghi nipponici nei prossimi 5-6 giorni, rischiando di arrivare su questi allo status di tifone. “Francisco”, questo è il suo nome, si muoverà su acque superficiali molto calde (oltre i +29°C +30°C) che potranno farlo evolvere in un nuovo insidioso tifone entro il weekend. Una nuova minaccia per il paese del Sol Levante.