
La cometa ISON brilla di magnitudine compresa tra la 10 e la 11. E’ al momento troppo debole per essere osservata ad occhio nudo, ma è abbastanza luminosa per essere rintracciata da medi telescopi amatoriali. Michael Jäger di Weißenkirchen, in Austria – come si legge sul sito spaceweather – ha osservato la cometa lo scorso 5 Ottobre utilizzando esposizioni multiple, notando una colorazione verdastra. Tale colore deriva dai gas che circondano il nucleo ghiacciato dell’astro chiomato. I getti che fuoriescono dall’interno del corpo e che sono stati osservati negli ultimi giorni dopo aver varcato l’orbita di Marte, contengono probabilmente cianogeno, un gas velenoso presente in molte comete, e carbonio biatomico. Entrambe le sostanze emanano un bagliore verde quando vengono illuminate dalla luce del Sole nel vuoto dello spazio. Rintracciare nel firmamento la cometa è abbastanza semplice; basta osservare con un medio telescopio accanto a Marte poco prima dell’alba. Molti ricercatori sostengono che C/2012 S1 ISON sia sulla buona strada per diventare una grande cometa radente appena dopo il passaggio al perielio, quando transiterà a soli 1,2 milioni di chilometri dalla nostra stella. Di diverso parere è l’esperto Ignacio Ferrin, astronomo all’Università di Antioquia, in Colombia. Egli sostiene che la cometa si stia per disgregarsi. La curva di luce di ISON – spiega l’astronomo – somiglia a quella di altre comete cadute prematuramente a pezzi sotto l’influenza solare. Se Ferrin dovesse aver ragione, la potenziale cometa del secolo potrebbe divenire l’avvenimento mancato del 2013. Non resta che seguirne l’evoluzione.


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